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Walking in Prague

Non so se prima o poi in questo sito troverà spazio una sezione Travel.
Viaggiare è una grande passione e ti arricchisce tantissimo..anche in toccate e fuga come questa.
Chi non va mai al di fuori del proprio orticello non riuscirà mai a vedere oltre, ne a pensare OLTRE.
Allora quando possibile viaggiate e..intanto facciamoci una B-loggata!!
Cosa posso dirvi su questa meravigliosa città? Incredibilmente bella, misteriosa, affascinante, cupa e colorata nello stesso tempo, giovanile, ordinata, magica.
Forse è proprio questo il termine più adatto, magica, visto che fa parte del triangolo della magia bianca con Torino e Lione.
Mi sono fatto i miei 20 km al giorno a piedi ( ringrazio le Adidas per l'aiuto) e questa è la mia camminata!
Gustatevela e ditemi se vi piace!
SBOHEM!

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tags: praga, streetpraha, praha, prague, travel, fly photo, fabio magara, fotografo perugia, blog fotografia,

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B come Book- Il fotografo equilibrista, Sara Munari

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Grato per i tanti auguri ricevuti per il mio 28 esimo compleanno(ops, va Beh) e pronto per le tradizionali mangiate della settimana di pasqua oggi vi voglio parlare di un liBro a cui sono molto legato e che da poco mi sono riletto per la terza o quarta volta.
Sto parlando de " Il fotografo equilibrista, manuale di acroBazie per COMUNICARE con le immagini" di Sara Munari.
Ho incontrato recentemente Sara e quindi con grande piacere parlo di lei oggi!
Da cosa partiamo?
Partiamo dal fatto che ogni giorno veniamo invasi da milioni di immagini: faceBook, instagram, pinterest, siti, giornali, tv...insomma ovunque.
Tutti si sentono fotografi ( anzi PH.) e tutti ci inondano di gattini, tramonti, selfie, foto di gente che cammina, nudi più o meno artistici e chi più ne ha più ne metta.
Ma QUANTI RIESCONO A COMUNICARE CON LE IMMAGINI?
La fotografia è una forma di comunicazione infatti: come dice il mio amico Ferrillo( che sta nel libro pure come studente) puoi scrivere a qualcuno che sei al Bar o puoi mandargli una foto di te al Bar( se la mandi a tua moglie fa attenzione ad inquadrare Bene).
Il senso è lo stesso.
Quante immagini che vediamo ogni giorno sono però fotografie? E quante solo mero esercizio stilistico o pura meeee....(si insomma)?
Ecco allora che nel liBro Sara ci da degli utili consigli su come imparare a comunicare con le immagini, parlando della "grammatica" ,di come imparare a gestire lo spazio nell'inquadratura e di come migliorare i nostri scatti cercando di comunicare qualcosa con essi.
Il tutto con molti esempi e con un linguaggio scorrevole e divertente.
Anche questo liBro, come quello della settimana scorsa è indicato per i tirchiacci che non vogliono cacciare i soldi visto che costa poco più di una decina di euro come vedete.
Compratelo in liBreria se potete!!!!
Buona Pasqua a tutti, non fate impazzì i trigliceridi.

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B come Book- Elliot Erwitt's Paris

Eccomi qua!!!!
Dopo una latitanza durata quasi tre mesi torno a sfracassarvi i cosiddetti con la mia ruBrica del lunedì..BcomeBook!!!!
Vi sono mancato? Credo di no.
Per i pochi che risponderanno si sono stato impegnatissimo con la post produzione dei miei matrimoni e come si sa il maschio più di una non riesce a farne #oneneuron.
Alcuni di voi che mi seguono mi hanno riferito che spesso consiglio liBri molto costosi: non è affatto vero!
Proprio però per venire incontro ai lettori più tirchi e migragnosi della terra vi suggerisco oggi un liBro di una star della fotografia che costa appena una decina di euro: Elliot Erwitt's Paris!
Si tratta di una raccolta di circa 170 fotografie che il maestro ha fatto da "turista" nella città che ha tanto amato e in cui nacque nel 1928 da genitori russi ebrei, Parigi appunto.
Dalla capitale francese Erwitt si spostò poi a Milano , città in cui visse per 10 anni con i genitori per poi rifugiarsi a seguito delle leggi del fascismo in quella che diventerà la sua casa fino alla vecchiaia ovvero New York.
Il libro dicevamo raccoglie gli scatti che il fotografo ha fatto a Parigi da"turista"...ma da turista mooooolto particolare: un'occhio estremamente intelligente e tagliente, ironico, mai romantico, paradossale molte volte e pieno zeppo di cani, uno dei timbri di Erwitt.
Sicuramente il formato del libro molto ridotto non rende giustizia alla bellezza delle foto in bianconero.
Ma i più tirchi festeggeranno e nello stesso tempo osserveranno lo stile indiscusso di uno dei campioni della fotografia del 900.
Ah per la precisione costa 8,49 qui, col resto potete pagarmi un caffè.
Ciao raga!!

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Cheyney&Lee

..e ricominciamo la stagione più freschi che mai!!!
I matrimoni inglesi li adoro e questi due splendidi ragazzi mi hanno dato una mano con la loro semplicità e voglia di divertirsi in un matrimonio particolarmente adatto al mio stile!
Guarda il mio slideshow qui!
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...and we start the season fresher than ever !!!
I love English weddings and these two wonderful boys have helped me with their simplicity and desire to have fun in a wedding that is particularly suited to my style!
Watch the video here!

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Una settimana con Fujifilm GFX50R

Ciao raga!
È da un po’ che non mi faccio sentire sul mio B-Log ma sto ultimando le consegne dei matrimoni 2018 e quindi sono sotto con il lavoro.
Presto tornerò a rompervi le scatole come di consueto!
Intanto oggi voglio parlarvi dell’esperienza che mi ha permesso di fare Grange Fotografia prestandomi per una settimana la nuova medio formato Fujifilm GFX50R con le mie due ottiche predilette con cui faccio l'80% dei miei scatti ovvero il 63 mm e il 45 mm(equivalenti al 35 e al 50 mm nel formato full frame).
Chi ha seguito le mie storie su Instagram avrà notato che negli ultimi sei giorni ho postato vari tipi di foto fatte con la GFX50R: alcune foto di paesaggio, alcuni ritratti ambientati, alcuni ritratti in studio e in esterno con una modella, alcuni ritratti fatti in strada e infine ho voluto anche testare la medio formato nel campo dove è meno indicata, ovvero la fotografia sportiva.
Le impressioni che ho avuto da questa macchina sono notevolmente positive.
Per il mio modo di fotografare è una macchina sicuramente eccezionale con i suoi pro e i suoi contro.
Vediamoli insieme.
PERCHè SI
-Semplicita: lavorando con Fujifilm da ormai tre anni ho avuto la fortuna di conoscere perfettamente i tasti e i comandi della macchina poichè sono identici nelle funzioni a quelle delle altre macchine che possiedo. Non ho dovuto perciò leggermi manuali e manuali su come impostare e usare la macchina fotografica nel modo più congeniale a me.
-Dettaglio: I file che sforna la GFX50R sono davvero eccezionali con un dettaglio incredibile anche con zoom del 400%. Questa è sicuramente la cosa che colpisce maggiormente agli occhi di chi normalmente usa macchine APSC o Fullframe.
Nei paesaggi questo può essere utile per possibili crop mentre nei ritratti è sicuramente utile a chi lavora molto in studio e cerca la perfezione del dettaglio.
Io ho sviluppato i miei RAW con Lightroom ma se lo farete con CaptureOne mi dicono che il file dia maggiori soddisfazioni.
-Gamma dinamica: Nei file prodotti è possibile tirar fuori una fotografia buona anche da uno scatto quasi completamente nero.
Questa è una cosa molto sorprendente anche se, lo ammetto, non è che sia così importante per quanto mi riguarda.
Se hai una mirrorless è veramente complicato fare una foto esposta non correttamente! In ogni caso ho sempre pensato che lo step fondamentale per una buona foto sia sempre la fase di scatto.
Quindi quella non sbagliatela!
-Peso. Solo 775 grammi per una medio formato sono veramente pochi!!!
PERCHè NO
-Ergonomia. La macchina da molti definita una xpro2 incicciata ha un’ergonomia perfettibile anche per chi come me è abituato alla stessa Xpro2 in quanto non è enorme ma è sicuramente più grande di una normale full frame o mirrorless.
E il grip non è dei migliori.
-Autofocus. La macchina non è lenta come dicono in molti, almeno per il mio modo di scattare.Sicuramente però non è reattiva come una XT3 quindi magari non è adatta a scene particolarmente veloci o per cui serve una AFC coi controcazzi.
- Troppo dettaglio. Il dettaglio è un grande valore aggiunto, vero. Ma considerate anche che la GFX50R sforna un RAW da 116 MB circa. Quindi si fa presto a intasare la vostra memoria.
Il dettaglio va cercato quando serve insomma.
Lo studio è il suo campo di battaglia e abbinata ai flash Profoto B10 da il meglio di sé come resa cromatica e di dettaglio.
Ho voluto poi testarla anche in condizioni sulla carta non idonee a una macchina così ovvero nella fotografia sportiva.
La macchina non ha una raffica velocissima e la parte sicuramente meno ottimale è come detto l' autofocus a rilevamento di contrasto che la rende più lenta rispetto alle normali reflex o alle MirrorLess di ultima generazione.
Nonostante ciò son riuscito a fare degli ottimi panning ai ciclisti!
In conclusione posso dirmi veramente molto soddisfatto di questa settimana di GFX50R, una macchina che a mio avviso potrebbe essere un upgrade importante per molti fotografi che lavorano sul dettaglio.
I file sono davvero eccezionali e qui ne trovati alcuni( a fianco di alcune foto trovate i crop anche spinti delle stesse)
Grazie ancora Grange Fotografia e Mauro Bertola per avermi concesso questa esperienza.

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date: 04-03-2019 10:22

tags: gfx50r, fujifilm, medioformato, b-log, fotografoperugia, flyphoto, fabiomagara, fabmago,

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Marco&Jenny Preview!

"Non ci spaventa niente..neanche il buio assoluto del Capodanno!
Alla luce ci penso io!
L'importante è che siate miei complici!"
Questo ho detto a questi meravigliosi ragazzi che come vedete..sono stati al gioco!
Che sia un bellissimo cammino il vostro! Vi auguro tutto il bene possibile..e se fate fatica..prendete la moto!
L'importante è essere insieme!:)

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B come Book- RVM Magazine

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Buongiorno raga e Buon lunedì!!
Dopo aver visto spuntare i primi BaBBo natale alle finestre e essermi sorBito nell'ultima settimana sui social rispettivamente le foto degli alBeri, le foto del funamBolo a Perugia e aver visto condivisioni a rota sui Queen da gente che "nsa manco chi so" entriamo nello spirito natalizio di Bontà gratuita attraverso il suo colore predominante: il rosso.
Vi parlerò infatti oggi di una rivista INDIPENDENTE ( e sottolineo) meravigliosamente BBella ( con due B si,non so trovare altro termine scellerato per farne magnificenza) recentemente rinnovata e restaurata a modo, RVM Magazine.
Essa si pone veramente come una "cosa" diversa da tutte le altre, anomala ed affascinate.
Parliamo infatti di una rivista che ha l'oBiettivo di approfondire con tutti i mezzi possiBili, le ricerche e gli studi sulla fotografia con particolare riguardo alla documentaristica contemporanea e che si apre per questo motivo alla contaminazione con altre forme di narrazione, come la poesia, la letteratura, l'illustrazione e l'arte grafica.
Un punto di vista insolito e talvolta meno rassicurante, ma proprio per questo fondamentale perché stimola riflessione e spunti diversi e perchè talvolta la contaminazione spaventa e disorienta(in ogni campo) ma è straordinariamente utile per la crescita.
Ora voi mi dovreste dire..che c'entra tutto questo col rosso???
C'entra invece, perchè l'indagine sul mondo di RVM magazine utilizza il colore come "medium", quasi fosse un filtro fotografico...avvicinandolo di volta in volta a significati e narrazioni diverse.
Proprio dal rosso parte il primo numero ,THE REDO ISSUE che è quello che vi presento oggi.
E io, che di filtri rossi ne ho fatti....ve lo consiglio fortissimamente.
Troverete un numero con 5 projects fantastici tra cui Davide Monteleone ( di cui vi ho già parlato) che mette in scena il viaggio di Lenin dall'esilio alla rivoluzione, Carlotta Cardana che ci parla della strada del riscatto degli indiani d'America contemporanei ( io amo gli indiani d'America da sempre, fanculo Custer)e Sanne de Wilde che ci mostra il mondo degli acromati, privo di colori ma ricco di sfumature surreali (Gold medal per il miglior contenuto singolo “Independent Magazine: Single Spread Story).
La rivista è particolare anche nella rilegatura, nell'impaginazione e nelle ottime carte su cui è stampata ( diverse per ogni lavoro)e per questo ha ricevuto tre premi nell'amBito della 53esima edizione dell’Annual Design Award della The Society of Publication Designers, uno dei più prestigiosi premi dedicati al design editoriale per le riviste, che si tiene a New York.
A questo numero è seguito il secondo volume -The white issue dedicato appunto al colore bianco.
Potrete trovare questa rivista nella fantastica Edicola 518 di Perugia oppure richiederla online per i non perugini
Buon natale, con Buonismo.
Fate i bravi.

Sara&Riccardo Preview!

Mi affeziono spesso alle mie coppie,è vero.
Ma cara Sara...vederti sorridere vicino al tuo Riccardo e alle vostre testimoni Matilde e Caterina è stato particolarmente toccante per me, che ti conosco da una vita.
Spero di farti un bellissimo regalo di compleanno con questa anteprima e di farlo anche a Ricky!!
Ve l'avevo detto che con me non c'è problema di meteo o di buio!!! :)
Vi abbraccio forte, che sia una meravigliosa avventura la vostra.
FaB

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B come Book- Il Ritratto e l'Istante ,Mary Ellen Mark

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B.....uongiorno e Buon lunedì a tutti!!
Siete pronti all'arrivo delle lucine colorate, delle foto degli alBeri spammate su Facebook e dei #BaBBinatalechesiarrampicanosulleterrazze??
It's Christmas!
E allora se volete fare un regalo non scontato ad una persona cara a cui piace la fotografia..fate un Bel liBro!
Per esempio quello di cui parliamo oggi, ovvero il volume 4 della collana Aperture Workshop Fotografici, Il Ritratto e l'Istante di Mary Ellen Mark.
In un'età dove persone si improvvisano fotografi senza sapere cos'è la fotografia e fotografi si improvvisano ritrattisti senza sapere cosa è un ritratto e dove l'unica Mark che conoscono è la Mark 2-3-4 Canon di cui sapranno dirvi fino all'ultima parola di tecnologia( fiuuu riprendo fiato,il periodo era lungo) conoscere questo testo è di grande importanza.
MEM ci propone la sua idea di osservazione del mondo e di fotografia e la usa nei suoi ritratti, molto di più di semplici scatti a persone o animali ma in certi casi viaggi introspettivi dentro il soggetto fotografato.
Dimostrazione che a volte non servono effetti speciali, ma Basta un'inquadratura organizzata, un dettaglio, una posa-non posata ma che appaia non forzata per mostrarci a fondo l'io di un soggetto.
L'autrice ci svela il concetto alla Base del suo processo creativo e qualcosa del suo essere fotografa; riesce nel suo scrivere a coinvolgerti e non a somministrarti qualche nozione a modo di #ocadapatè parlando anche di come istaurare un rapporto di fiducia col soggetto fotografato al fine di tirare fuori il meglio da egli.
Un libro consigliassimo a chi ama il ritratto ed in generale a tutti coloro che vogliono approfondire l'argomento e sono stanchi di ritratti con #modellenudeconlechiappedefori soltanto.
Vi linko come sempre per l'acquisto!
Se avete tempo e denaro compratevi tutta la collana degli Aperture Workshop..ne vale la pena!
Hasta la vista raga, fate i Bravi.
Ah e mi raccomando...appendete il BaBBo natale nella terrazza..ma attenzione di questi tempi!

B come Book- Lezioni di Fotografia Oliviero Toscani

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Ciao a tutti!
Dopo circa due settimana di assenza forzata causa impegni lavorativi e/o strettamente personali e/o insommacazzimiei torna B come Book, stavolta con una collana che sta arrivando alla fine e su cui quindi posso dare un giudizio critico e oBiettivo ( questo termine ci stava).
Lezioni di Fotografia è infatti una serie di volumi( 40 uscite) che con cadenza settimanale ci parlano della fotografia secondo Oliviero Toscani.
Il personaggio è di quelli che o si ama o si odia e non mi metterò qui certo ad aprire discussioni su questo.. dico soltanto che non puoi chiedere a Mick Jagger di cantare per il Vaticano.
E qui mi fermo.
La collana è però di induBBio valore: non si parla di regole di composizione, di diaframma e tempi, di iso o di irreali postproduzioni/hdr/timBri clone ma si sviluppa ogni settimana e in ogni volume un tema del nostro tempo, della società gloBale.
"Un argomento da osservare, su cui riflettere, e quindi da rielaBorare."
Un manuale di istruzione per gli occhi direi..per imparare ad osservare la realtà che ci circonda e dare una nostra lettura di essa.
Fotografare non può essere un mero esercizio stilistico, ma deve essere una forma di comunicazione al fine di lanciare un'idea, un messaggio, una visione, un racconto.
E in questo la collana è molto interessante perchè fa girare il cervello, la cosa più utile di tutte e senza la quale nessuna fotografia funziona; in questo le fotografie raccolte ( di OT e di altri autori) ma soprattutto i testi provoc-autoriali del fotografo sono di grande aiuto.
Interessanti sono poi le riflessioni di altri coautori e la sezione con i maestri di OT oltre che le interviste ai grandi fotografi viventi, che in liBertà parlano di fotografia con Toscani.
Stra-con-si-glia-to.
E stop.
A lunedì prossimo, fate i Bravi.

B come Book- William Eggleston's Guide

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Anche io come molti fotografi sono stato affascinato agli inizi della mia carriera dalle foto in Bianconero, dal "momento decisivo" e dai reportage di guerra degli anni 40-70.
Poi però è arrivato il colore ed è stata tutt'altra storia.
Per questo oggi parliamo di un liBro storico, vera e propria pietra miliare della fotografia a mio avviso, ovvero William Eggleston's Guide, una riproduzione della prima puBBlicazione a colori del MOMA di New York del 1976.
La guida contiene 48 fotografie selezionate tra i 375 scatti realizzati dal grandissimo fotografo e che sono la sua attenta visione del mondo che lo circonda.
Le foto possono apparire ad un primo aspetto Banali e casuali, ma in realtà sono molto ricercate sia in termini di composizione che di colore e raccontano di vita quotidiana con soggetti/oggetti senza apparente significato come cartelli stradali,automoBili, tuBi di salsa da fast food, stanze: il colore è il vero protagonista nelle immagini e i suoi "Sguardi democratici" come l'autore definiva la sua attenzione verso gli oggetti marginali.
Proprio la mostra al MOMA di New York suscitò parecchie critiche nell’estaBlishment fotografico di allora, ancora legato a doppio filo al "momento decisivo" e agli scatti in Bianco e nero ,tanto che Egglestone fu unanimemente stroncato dalla critica proprio per l’oltraggio del colore e per l'apparente Banalità delle sue fotografie.
Fu il primo fotografo a realizzare in questo museo una personale mostra di fotografia in questo modo "bizzarro" per l'epoca, usando immagini iper saturate ( con la tecnica del dye-transfer).
Oggi Egglestone è unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti fotografi viventi, ha ricevuto molti premi importantissimi e nel 2005 è stato realizzato anche un docufilm sulla sua vita.
Molti fotografi, tra cui Martin Parr lo considerano un maestro.
Il libro in questione non può mancare nella vostra libreria.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

B come Book- La linea inesistente di Davide Monteleone

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
I miei amici più stretti conoscono la mia grande passione per la storia e in particolar modo per la storia del '900.
Sono sempre stato affascinato dall’ultimo secolo, dalle sue tragedie, le sue divisioni, le sue contraddizioni, le sue vicissitudini politiche e sociali.
Uno dei capitoli sicuramente più interessanti per me è la guerra fredda, una guerra agli occhi di molti invisibile (nel suolo europeo) ma che ha contrapposto due sistemi, due imperi in ogni settore della società e che è terminata con la caduta del muro di Berlino.
Proprio a Berlino termina il viaggio dell'autore di cui vi parlerò oggi, Davide Monteleone, un giovane fotoreporter vincitore del WorldPress Photo award, che inizia a lavorare nel 1988 nel fotogiornalismo con puBBlicazioni in alcune delle più prestigiose testate nazionali e internazionali.
Monteleone dal 2002 vive a Mosca e anche grazie a questa sua esperienza di vita nasce il lavoro di cui parleremo oggi, "La linea inesistente" viaggio attraverso la ex cortina di ferro.
Il fotografo ha percorso infatti i luoghi della cortina di ferro che divideva in due l'Europa e che segnava la netta divisione tra il Blocco sovietico e l'occidente, cercando di ritrovare nei volti delle persone, nei paesaggi , nelle case e nelle città quella contrapposizione, cosi evidente nelle terre di mezzo, che è esistita fino alla fine degli anni 80 e che ancora oggi, purché invisiBile ,in qualche modo resta come una cicatrice nella memoria.
In ogni luogo ha cercato di far immergere il lettore nel contesto, fotografando sia il versante ovest che il versante est, catapultandoci idealmente e con l'immaginazione in quei luoghi e in quei tempi.
Un reportage dunque, ma con una sana dose di fantasia che occorre usare.
Un libro consigliatissimo e secondo me attualissimo vista la situazione europea odierna, con le crepe che l'Unione possiede al suo interno.
Da leggere e studiare con la consapevolezza che la storia non va dimenticata, ma va conosciuta per evitare di ricadere in molti errori fatti in passato.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

B come Book- Diane Arbus :An Aperture Monograph

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
Ho sempre preferito alle monografie i progetti compiuti ma oggi facciamo un'eccezione parlando di Diane ArBus e della monografia dedicatale da Aperture dopo la sua prematura scomparsa nel 1971, An Aperture Monograph.
La vita della fotografa americana è strettamente connessa più di ogni altro autore con la sua fotografia ed i suoi soggetti.
Diane inizia a fare la fotografa dopo la guerra assieme al marito Allan, ma la sua consacrazione arriva solo dopo la separazione da questo negli anni 60 .
Il territorio prediletto della ArBus è New York dove ella ama ritrarre soggetti particolari e "strani" con cui instaura un vero e proprio rapporto di amicizia anche profondo; soggetti Bizzarri per l’epoca come la donna che si veste da uomo, il nano, il gigante cieco con una grande BarBa.
Nel '65 il MOMA presenta alcune fotografie della ArBus che in quegli anni vanta importanti collaBorazioni con fotografi dell’epoca come il fotografo di moda Richard Avedon, e i fotografi di strada Winogrand e Friedlander.
Proprio con questi ultimi due nel '67 espone 30 sue foto al MoMa; la mostra ha grande successo nonostante le polemiche che l’accompagnarono perché l’etichetta di "fotografa di mostri" che viene cucita addosso alla ArBus non le piace affatto e la sua mente , già affaticata dalle crisi depressive di cui soffriva, ne risente pesantemente.
La ArBus diventa un'icona del fotografo newyorkese e simbolo di tante battaglie "freak" e di quella contro la guerra del Vietnam .
La malattia peggiora finché Diane non si suiciderà nel luglio 71 con una forte dose di BarBiturici e tagliandosi le vene nella vasca da Bagno.
Dall’anno dopo inizia la consacrazione dell'autrice proprio con la monografia di Aperture che la porterà ad essere una delle fotografe icona del '900.
Potete trovare tantissimo materiale sulla fotografa anche su YouTube come alcuni documentari interessanti.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

B come Book- I cinesi nel 1959 di Mario Caio Garrubba

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì... come sempre con un liBro!
Oggi parliamo di Caio Mario GarruBBa, uno dei massimi esponenti della fotografia italiana del XX secolo noto come "il fotografo del comunismo della speranza" che con il suo oBiettivo ha saputo mettere in risalto più di altri gli aspetti sociali e le contraddizioni del socialismo reale.
Parleremo del suo" I cinesi nel 1959", un lungo reportage della Cina di Mao a 10 anni dalla fondazione della RepuBBlica popolare.
In quegli anni il paese orientale era meta amBita e irraggiungiBile per qualunque fotoreporter occidentale .
Il primo a varcare le frontiere dopo Henry Cartier Bresson fu appunto GarruBBa, che per 40 giorni osservò la vita della gente, raccontando mai con Banalità l’atmosfera cinese con uomini e donne reali e mai idealizzati, fotografati nella loro quotidianità e individualità.
L'individuo al centro quindi, la dove l'individuo stesso perde la sua importanza e diventa solo "parte del popolo".
Un racconto liBero e letterario , un viaggio intenso e reale.
GarruBBa, noto per la sua appartenenza al partito comunista ,nonostante la sua fede politica raccontò sempre il comunismo con distacco, a volte con ironia feroce per esaltarne le contraddizioni e senza mai esaltare i ruoli istituzionali degli stessi interpreti principali.
È stato anche definito "il fotografo del sociale" poichè molti dei suoi lavori raccontano il disagio e le difficoltà del sud Italia e sicuramente la strada fu il suo proscenio naturale, tanto che egli stesso coniò per quel genere dominante nella sua fotografia il termine "stradale".
E per la fotografia "stradale" è stato riconosciuto dai suoi stessi colleghi come uno dei massimi esponenti di sempre della scuola italiana.
Leggetevi questo liBro, ne vale la pena!
Come sempre vi linko per l'acquisto!
A lunedì prossimo!

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