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B come Book- Sale Sudore Sangue di Francesco Zizola

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro.
Il mondo della fotografia è profondamente scosso dalla prematura scomparsa del maestro Giovanni Gastel, fotografo eccezionale oltre che persona davvero squisita, elegante e gentile.
A lui il mio caro saluto.
E' davvero un periodo triste e complicato questo non c'è che dire.
Nel mio piccolo io provo a regalarvi un momento di svago e di approfondimento culturale in questo mare di pessimismo.
Ecco, proprio di mare voglio parlarvi oggi attraverso un liBro che ho acquistato circa due mesi fa e che ho apprezzato veramente molto: sale sudore sangue del grandissimo Francesco Zizola, ed. postcart.
Partendo dalla sua passione per il mare Zizola indaga sulla delicata e antica pratica della pesca con la tonnara, seguendo per circa 6 anni i pescatori di tonno rosso tra Sardegna e Sicilia e documentandone la vita, le usanze , i dettagli e quindi fotografandone l'essenza.
Con questa straordinaria sequenza di fotografie in Bianconero introdotte da un testo di Emilio Salgari, Zizola ci porta nella profondità dei mari e al tempo stesso ci esorta a farlo anche con questa tematica, suggerendoci di andare al là della superficie delle cose.
La pesca con la tonnara è infatti un'antica pratica millenaria che ad un primo sguardo potreBBe apparire solo una pratica cruenta "senza cuore" in un periodo come questo dove l'attenzione per il "cruelty free" è giustamente altissima.
In realtà questo tipo di pesca è una delle più sosteniBili in quanto a differenza dei moderni metodi come quello della circuizione mirati ad un uccidere il più alto numero di esemplari senza alcuna differenza tra giovani e vecchi, è strettamente mirata ai tonni più anziani.
Attraverso delle lunghe reti infatti si costringono i tonni rossi in ampie zone di mare sotto il controllo dei "tonnarotti" ( ovvero i pescatori) e del loro ras che aspettano il momento più adatto per iniziare la pesca, preservando gli esemplari più giovani per la riproduzione e per la pesca dell'anno successivo.
Con la sua sequenza Zizola ci racconta con una straordinaria efficacia di linguaggio tutto questo, fotografando i coltelli e gli strumenti dei pescatori, le scene di vita quotidiana, le pratiche e cercando anche prospettive particolari come quella suBacquea o quella aerea.
Su tutto svettano i volti dei "tonnarotti" scolpiti dal sole e dal sale, i cui ritratti sono realizzati con maestria attraverso un Bianconero intenso che rende la texture della pelle di questi uomini la vera protagonista assoluta delle fotografie.
Un racconto complesso e completo che ci invita a guardare al di là della superficie delle cose per non arrivare a facili giudizi, ma che anzi ci esorta ad un maggiore sforzo critico per guardare in profondità le cose, ragionando sul fatto che esistono ancora relazioni rispettose tra uomo e natura.
Recentemente ho partecipato ad un interessante workshop con Zizola che infatti ci ha rivelato che questo lavoro fa parte di un progetto più ampio che sta portando avanti da alcuni anni sulla sosteniBilità uomo-amBiente .
Come sempre non dandoci delle risposte ma ponendoci delle domande.
Un liBro favoloso che potete acquistare qui.
A proposito di liBri questa settimana voglio poi consigliarvi un'interessante Workshop di Ulilearn sull'arte del Books making , mirato a conoscere gli steps necessari per trasformare il tuo progetto in un liBro fotografico e a cura di Fiorenza Pinna.

Infine voglio ricordarvi che lunedì prossimo parte Indagine su un Fotografo al di sopra di ogni sospetto il mio per-corso di fotografia rivolto a chi ha già delle Basi di tecnica fotografica ma vuole fare uno step in più e trovare il proprio linguaggio.
E' disponiBile UN SOLO posto ancora perciò se siete interessati CONTATTATEMI!
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!





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B come Book - Vivian Maier Fotografa

date » 08-03-2021 09:34

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tags » vivian maier, recensione libro, b come book, fabio magara, contrasto book, fotografo perugia,

Buongiorno a tutti e auguri a tutte le donne!!!
Per festeggiare questa importante ricorrenza non posso non parlarvi oggi di una fotografa donna la cui storia incrediBile ha contriBuito a renderne epica l'opera, ovvero Vivian Maier!
Conoscete la sua storia?
Io credo di si ma un Breve ripassino ve lo faccio.
Nel 2007 Geoff Dyer, uno studioso di storia, si aggiudicò ad un'asta di Chicago una piuttosto anonima cassa di negativi senza sapere che là dentro avreBBe scoperto un mondo intero, il mondo appunto di Vivian Maier, BamBinaia di professione e fotografa amatoriale sconosciuta a tutti (cosi pare).
Da lì a poco Dyer si dedicò completamente alla riscoperta dell'autrice e alla sua valorizzazione acquisendo più di centomila negativi realizzati dagli inizi degli anni '50 fino alla fine degli anni '90, numerosi filmati amatoriali e registrazioni audio, oltre che oggetti appartenuti alla Maier e ritagli di giornali di cui ella faceva collezione.
Al di là degli aspetti più o meno "mitologici" della storia della BamBinaia-fotografa-rimasta-sconosciuta-fino alla morte e della conseguente operazione commerciale messa in piedi ( chapeau) ciò che resta della Maier sono delle straordinarie fotografie di vita reale che in qualche modo hanno "smosso" il mondo della street photography recente.
Pur non avendo niente di rivoluzionario infatti queste fotografie diventano uno straordinario documento delle strade americane di quegli anni, realizzate con una sapiente tecnica, un'ottima composizione e una grande sensiBilità propria di un'occhio femminile.
Il liBro in questione, Vivian Maier Fotografa ed. contrasto, presenta proprio una serie di queste opere: ritratti di strada con un'attenzione speciale per gli anziani e le donne, scene di vita quotidiana riprese con ironia e grande occhio ma anche fotografie sulla topografia come protagonista, con i camBiamenti nelle città dopo la guerra.
Inoltre trovo interessante questo liBro per alcuni aspetti e la sua lettura mi ha portato ad alcune considerazioni.
Innanzitutto sottolinea il valore che le fotografie acquistano nel tempo come testimonianza storica, aspetto che nel mondo fugace delle storie di Instagram di oggi è difficilmente comprensiBile ma che invece è a mio avviso uno dei grandi poteri della fotografia.
Sono rimasto poi affascinato da certi ritratti di donne che la Maier ha realizzato negli anni '50 e che rappresentano in pieno la condizione femminile di quegli anni, schiacciata tra il perBenismo-Maccartismo di allora e la voglia di liBertà e di emancipazione dei successivi anni '60.
Un liBro insomma che vi consiglio fortemente, stampato tra l'altro Benissimo e su un'ottima carta e che potete trovare qui.
Vi ricordo poi l'appuntamento di giovedì con il workshop di Ulilearn con Giulio di Sturco in cui il grande fotografo vincitore di 3 wpa ci spiegherà come creare un linguaggio adatto alla richiesta contemporanea con la fotografia documentaria.

Voglio infine annunciarvi che ho lanciato il mio nuovo per-corso di fotografia " Indagine su un fotografo al di sopra di ogni sospetto" rivolto a tutti coloro che hanno già delle conoscenze di tecnica fotografica ma vogliono compiere uno step in più.
Con il corso andremo infatti a costruire delle solide Basi su cui poi andare a sviluppare il nostro linguaggio fotografico, acquisendo nuove consapevolezze.
7 settimane, 7 incontri da due ore ciascuno + 1 sessione onetoone dove potrai parlarmi dei tuoi progetti da sviluppare o dove potrai chiedere duBBi o chiarimenti nel percorso.
Tutto esclusivamente su zoom!
Iscriviti al più presto, i posti sono limitati!
Per te uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto se prenoti entro martedì 9 Marzo.
A Lunedì prossimo!
E auguri ancora a tutte le donne!!




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B come Book- Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi di Joel Meyerowitz

Buongiorno a tutti e Buon Lunedì!
Dopo un weekend che ha sancito definitivamente lo scudetto dell'Inter e l'uscita certa dalla pandemia eccomi qua a consigliarvi un'altra Buona lettura tra quelle della mia liBreria.
Tra poco prenderà il via una nuova iniziativa che ho pensato per tutti coloro che vogliono costruire delle Basi solide per il proprio linguaggio fotografico: un percorso di fotografia mirato a mettersi in discussione e ad acquisire consapevolezze nuove.
Voglio quindi consigliarvi un liBro che ha proprio questo scopo ovvero "Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi" del grande Joel Meyerowitz che per la terza volta fa la sua apparizione a B come Book ( sarà un caso?).
Il liBro semBra essere dedicato esclusivamente ai ragazzi appunto, ma a mio avviso andreBBe letto dai fotografi di qualunque età perchè insegna ad osservare, ad essere curiosi e ad andare al di là della superficie delle cose.
L'avvento del digitale infatti ha sicuramente avuto degli enormi vantaggi avvicinando al mondo della fotografia molte persone ma allo stesso tempo ha portato i più a fermarsi all'apparenza di una foto Ben (ri)uscita dalla macchina fotografica e al facile metodo del like, senza imparare ad osservare ciò che c'è in realtà dietro ad uno scatto.
Meyerowitz attraverso questo liBro fa proprio questo, scegliendo trenta foto di trenta grandi autori ci porta infatti a scoprire strumenti essenziali quali ad esempio il tempismo, l'intuito e la capacità di essere dentro una scena che questi fotografi hanno utilizzato per la costruzione delle loro immagini, portandoci a comprenderle maggiormente ed in profondità.
Tutto questo mirato a rendere questi strumenti consapevoli in chi scatta, al fine di usarli a proprio piacimento per raccontare il mondo come lo si vede.
Da Atget a Cartier-Bresson, da Davidson ad Avedon, da Ghirri a Parr un vero e proprio viaggio nella fotografia degli ultimi 100 anni consigliato fortemente a tutti ed in particolare modo ai fotografifenomenidiinstagram che pensano di aver inventato qualcosa e che non hanno capito ancora che tutto è già stato fatto e che loro non hanno inventato proprio un cazzo.
Dai, su via aiuto...il libro potete comprarlo qui.
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop di Ulilearn con Giulio di Sturco che ci parlerà di come creare un linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.
Buona lettura e buona settimana a tutti, con il consueto ottimismo.

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B come Book - Zingari di Josef Koudelka

Buongiorno a tutti e Buon inizio settimana!
Sono qui anche oggi per consigliarvi un Buon liBro sempre che ne troviate il tempo.
Si perchè qui tra storie su instagram, post su facebook, reels, video tik tok e non ultime sessioni infinite su cluBhouse mi chiedo dove si possa trovare il tempo per leggere( e per vivere).
Ma ok, tolta la vena polemica son qua per parlarvi oggi di uno dei pilastri fondamentali nella mia BiBlioteca ovvero Zingari di Josef Koudelka, un liBro che a mio avviso non possiamo non conoscere se amiamo la fotografia.
Koudelka nasce nel 1938 in una Cecoslovacchia che di là a poco diventerà punto cruciale nell'inizio della grande tragedia della seconda guerra mondiale.
Terminati gli studi in ingegneria inizia a scattare le sue prime fotografie per hoBBy fino a diventare fotografo professionista alla fine degli anni 60 e da lì a poco memBro della prestigiosa agenzia Magnum.
Reso famoso per le foto dell'invasione sovietica di Praga del '68 il suo lavoro più iconico resta però Zingari appunto, in cui seguì per moltissimi anni le popolazioni romanì in diverse regioni dell'Europa dell'est con scatti entrati di diritto nell'olimpo della fotografia.
Il liBro può essere definito un "work in progress" perenne in quanto Koudelka dalla prima edizione pensata e mai puBBlicata del 1968 alla prima puBBlicata del 1973 fino all'ultima versione tascaBile del 2019 ha perennemente integrato, cambiato e migliorato la sequenza cercando sempre un forte impatto emotivo nel lettore.
Egli non ha mai saputo spiegare con precisione cosa lo aBBia spinto a fotografare gli"zingari"; forse la sua passione per la musica gitana o forse come ha più volte sottolineato perché è stato sempre "attratto da ciò che giunge alla sua fine e che presto sparirà".
Questi popoli infatti rappresentano da sempre un sui generis nel cuore dell'Europa e infatti specialmente negli ultimi secoli sono stati fortemente osteggiati e visti come un intralcio nella costruzione di società "indottrinate" in quanto difficilmente integraBili.
Nel liBro Koudelka ci porta all'interno delle comunità "zingare" con l' ampia profondità di campo del suo grandangolo da 25 mm e con composizioni a mio modo di vedere perfette, il tutto senza intenti documentaristici né etnografici ma semplicemente frutto della visione personale del fotografo.
Un'evoluzione insomma del linguaggio del suo maestro Bresson realizzato con qualcosa di più emotivo e intimo rispetto al mero approccio virtuosistico del momento decisivo.
La sequenza delle più di 100 fotografie scattate tra Ungheria, Romania, Slovacchia, Boemia e Moravia ci mostra usi, costumi e tradizioni, orgoglio e pregiudizio, precarietà di condizioni e dignità , contraddizioni e complessità, crudeltà e dolcezza tutto rigorosamente in Bianconero.
Un viaggio vero e proprio che, per quanto mi riguarda ho trovato estremamente fedele alla realtà.
Durante le fasi di ripresa del mio lavoro Star-Off,Kosovo ho potuto toccare da vicino alcune di queste realtà che nel corso degli anni non semBrano essere così mutate da allora.
Un vero pilastro insomma da tenere assolutamente nella vostra liBreria e consigliato a chi ama le composizioni forti, i momenti decisivi ma con un forte impatto emotivo.
Potete trovare il liBro qui sia nella versione tascabile che in quella normale.
Questa settimana voglio poi consigliarvi un interessante workshop con Giulio Di Sturco in cui il fotografo ci spiegherà come trovare un nuovo linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.

Voglio infine dedicare l'articolo di oggi e più in generale tutta questa ruBrica ad un vero e proprio maestro venuto a mancare improvvisamente la scorsa settimana e che molto mi ha insegnato e ispirato, Efrem Sergio Raimondi.
Ciao Efrem, per sempre con me!

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B come Book- New York in Color 1952-1962 Ernst Haas

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Dopo questo weekend calcistico da dimenticare ( non accetto commenti a riguardo) Buttiamoci sui liBri, ultimo rifugio di serenità.
Oggi ragazzi vi tiro fuori una delle BomBe della mia liBreria a cui sono particolarmente affezionato in quanto l'autore è uno dei miei preferiti in assoluto, pioniere nell'uso del colore in anni in cui era considerato poco artistico e il cui uso era relegato a meri scopi puBBlicitari.
Sto parlando dell'immenso Ernst Haas, fotografo austriaco di origine eBraiche che dopo la seconda guerra mondiale iniziò il suo percorso fotografando il rientro dei prigionieri di guerra austriaci.
Gia’ con questi primi scatti egli attirò l’attenzione di Life, che gli offri’ un contratto da fotografo interno alla rivista che Haas rifiutò per preservare la sua indipendenza, faro assoluto di tutta la sua carriera.
Il liBro di cui parliamo oggi ovvero New York in Color 1952-1962 è un omaggio alla Grande Mela, la città che Haas aveva scelto come luogo per vivere e per lavorare ma che poi diventò la sua vera e propria musa ispiratrice.
Sfogliandolo siamo totalmente immersi nella città, nei suoi odori, sapori e soprattutto nei suoi colori.
Il colore già, il vero protagonista nelle foto di Haas che fece dell'uso sapiente delle pellicole Kodacrome il suo marchio di faBBrica.
Per capire Bene il contesto in cui siamo dobbiamo ricordare che in quegli anni le pellicole a colori non erano performanti come quelle in Bianconero; la prima Kodacrome era infatti una pellicola estremamente "lenta" con una sensibilità paragonaBile a circa 10 ISO di oggi!!
Il suo uso era perciò altamente sconsigliato ad una fotografia dinamica e fatta di "momenti decisivi" come quella di strada.
Tuttavia Haas fece di questo difetto il suo punto di forza creando un vero e proprio linguaggio, quello del mosso creativo a colori; qualcosa di più profondo e istintivo che attraverso le sue fotografie poneva domande più che dare risposte.
Le sue non sono infatti le classiche fotografie documentarie ma appaiono come delle vere e proprie "poesie visive" con un magistrale uso del contrasto e del colore, in particolare modo del rosso intenso della pellicola Kodacrome.
Oltre al mosso troviamo altre istantanee di vita quotidiana: manifesti strappati, luci e omBre, visioni dall'alto e moltissimi riflessi, parallelismo azzeccato con la città del vetro per antonomasia.
Insomma un vero e proprio viaggio straordinario e onirico che vi consiglio in un momento come questo dove viaggiare non si può.
Haas riuscì nel 1962 ad esporre al Moma di New York la sua prima mostra a colori che tuttavia non ricevette numerose recensioni ma che poi con gli anni ha avuto i giusti riconoscimenti e che ha fatto dell'autore il vero e proprio pioniere del colore ben 14 anni prima di Egglestone.
Se volete acquistare il libro lo trovate qui!
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop con Tommaso Bonaventura che ci parlerà di come finanziare un progetto fotografico dall'analisi della domanda alla ricerca fondi e alla costruzione di una nuova competenza.
A lunedì prossimo, speriamo con degli esiti calcistici differenti!

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B come Book- Tabularasa di Efrem Raimondi e Toni Thorimbert

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Buon pomeriggio e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Intanto voglio ringraziarvi per i tanti messaggi di apprezzamento che mi sono arrivati per questa ruBrica!Non posso che esserne felice, stapperò una Birra per voi.
Di cosa parliamo oggi???
Beh ieri è stato il compleanno di una delle mie colonne portanti ovvero il grande zio Vasco Rossi che ha compiuto 69 anni e che quindi voglio festeggiare a modo mio non suggerendovi il solito liBro da fan Boy ( che ho comunque) pieno di melassa e parole, ma un vero e proprio spettacolo a quattro mani dei due fotografi che più di tanti altri lo hanno seguito per anni.
Sto parlando di Efrem Raimondi( ciao grande Efrem!) e Toni ThorimBert e del loro TaBularasa, un racconto per immagini lungo 27 anni del nostro komandante.
I due fotografi mettono insieme il loro archivio e ci restituiscono una storia incrediBile, con fotografie diverse ma "convergenti", sempre oneste e non realizzate per compiacere il mercato.
Vasco, si sa, ha fatto della sintesi il suo marchio di faBBrica, non proponendoci canzoni con testi chilometrici ma al contrario esprimendo pochi concetti ma diretti, senza orpelli.
Questo liBro sembra calcare esattamente il suo credo: poche parole, molte fotografie che arrivano dirette, senza tanti giri e che ci raccontano del Vasco rockstar ma anche del signor Rossi che nell'intimità del quotidiano appare più introverso e semplice.
Un racconto a 360 gradi insomma che mostra la complessità del personaggio e che inizia dall'85 con la cover di "Cosa succede in città" e arriva fino al 2012 con le foto di Efrem; il tutto strutturato non seguendo un ordine spazio-tempo ma giocando di incroci continui tra palco e alBerghi, ritratti e istantanee, Bianconero e colore.
Il tutto con il linguaggio profondamente coerente dei due autori che solo alla fine ci svelano quali immagini sono dell'uno e quali dell'altro, rendendo perciò questo liBro un'indagine unica sul personaggio vascorossi.
Un libro importantissimo a livello fotografico per quanto mi riguarda che potete trovare qui e che consiglio non ai fans di Rossi ma anzi a tutti coloro che non lo apprezzano appieno, poiché vi porterà dentro questo suo universo complicato e ve lo farà conoscere superando lo stereotipo, oltre che naturalmente a tutti coloro che amano la fotografia e in particolar modo il ritratto.
" Ma si che sono io...tre uomini diversi...uno non sono io e gli altri due son persi".VR

Questa settimana inoltre vi consiglio un interessante workshop online sulla ricerca fotografica a cura di Valeria Cherchi che ci insegnerà come creare delle Basi solide per i nostri progetti fotografici.
A lunedì prossimo!


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B come Book- Pornoland di Stefano De Luigi

date » 01-02-2021 08:45

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tags » stefano de luigi, de luigi, pornoland, contrasto, libri fotografia, b come book, fabio magara, fly photo,

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
In questo clima di perenne incertezza politica e di viaggio verso la catastrofe ma con ottimismo ci ancoriamo alle certezze che la vita ci offre: i liBri!
Molti di voi mi scrivono in privato chiedendomi perchè parlo spesso di autori del passato.
Le ragioni sono essenzialmente due.
La prima è che come sempre faccio il cavolo che mi pare ( ho corretto il termine lo ammetto) e la seconda è che senza le Basi dobbiamo scordarci le altezze.
Però ragazzi vi voglio Bene e per questo ho deciso di accontentarvi oggi parlandovi di un autore contemporaneo vincitore per Ben 4 volte del World Press Photo oltre che di un Getty Grant e di un premio Days Japan: Stefano De Luigi.
Ho conosciuto Stefano durante un interessante workshop che ho fatto un paio di mesi fa e che potete trovare on demand qui ad un ottimo prezzo in cui ci spiegava come trasformare un'idea in un progetto fotografico.
E torniamo qui al discorso delle Basi.
Detto questo il liBro di cui vi parlerò oggi è Pornoland ( 2004 Contrasto), un racconto fotografico realizzato in diverse città del mondo sui set cinematografici porno e che contiene oltre alle fotografie un testo di 16 pagine dello scrittore inglese Martin Amis.
De Luigi ci accompagna nel dietro le quinte di un mondo fantastico e immaginifico dove l'apparenza e la finzione sono il punto cardine, dove i set sono spesso improvvisati ed i film vengono terminati a volte in un solo giorno.
Dove insomma niente è come semBra.
Nonostante questo egli racconta questo universo cercando di non limitarsi alla superficie delle cose ma indagando più in profondità e senza facili moralismi avventati: ecco che allora trovano spazio anche momenti di intensa spontaneità e quotidianità degli attori-macchine che appaiono più umanizzati che mai.
L'autore al contrario dei film che racconta non scopre ma nasconde, non dimostra ma evoca.
Il tutto con l'uso sapiente dello sfocato e del mosso ,senza mai apparire lontano dalla scena e attraverso colori intensi e vividi, simbolo del consumismo della nostra epoca.
Un parallelismo all'eccesso se vogliamo con la società dei social media di oggi dove l'apparenza regna e soverchia indiscussa.
Insomma un liBro consigliatissimo a tutti coloro che amano andare al di la del proprio naso e che tra l'altro trovate anche ad un prezzo veramente interessante!!!.
Fateci un pensierino!
A lunedì prossimo, verso la catastrofe ma con ottimismo.

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B come Book- William Klein, il mondo a modo suo

Buongiorno e Buon lunedì gente! Come state??
Dopo questo straordinario weekend calcistico( era doveroso dirlo) torniamo a parlare di cultura e lo facciamo con un autore a mio avviso...immenso!!! William Klein!
Un personaggio difficilmente omologaBile e impossiBile da descrivere in poche righe poiché ha frequentato tantissime forme espressive lasciando il segno in ognuna di queste: fotografo, cineasta, pittore, scrittore, grafico..insomma un'artista a 360 gradi.
Anticonformista ed antiperBenista come pochi, Klein si avvicina al mondo della fotografia in anni in cui il rigoroso ordine Bressoniano del momento decisivo è diventato regola, canone e tendenza e lo sovverte completamente attraverso un linguaggio completamente nuovo ( ma, paradosso dei paradossi, con la fotocamera che fu di Bresson stesso).
Fotografie mosse, tagliate, sfocate a volte, piene di grana, a volte Bruciate realizzate con un grandangolo "sBattuto" in faccia ai soggetti e non con il tradizionale 50 mm: un vero e proprio schiaffo ai canoni del fotogiornalismo dell'epoca.
Il suo " Life is Good & Good For You in New York: Trance Fitness Revels" ( il titolo è già un programma) è un capolavoro assoluto( introvaBile), inno all'energia e alla vitalità della grande mela ma che allo stesso tempo ci presenta una New York particolarmente "Brutta , sporca e squallida" che gli americani rifiutano persino di vedere e quindi di puBBlicare.
La stessa sorte toccò ad un'altra pietra miliare della fotografia ovvero "The americans" di Robert Frank come ricordate ( permalosetti gli americani?!?).
Il liBro viene pubblicato però a Parigi, Roma e Londra e inizia a diffondersi in tutto il mondo diventando uno dei capolavori di sempre.
Klein continuerà la sua indagine sulla società a Tokyo, Mosca, Parigi e Roma (al fianco di Fellini) offrendoci altre fantastiche perle e diventando uno dei fotografi di riferimento della generazione degli anni 60-70 che, come lui, voleva sovvertire le regole.
Il liBro che vi presento oggi ovvero "William Klein, il mondo a modo suo" è stato realizzato in occasione della mostra omonima tenutasi a Milano nel 2016 e contiene una raccolta delle sue opere più importanti realizzate in sessant'anni di carriera: dalle prime composizioni astratte alle strade di New York, da Roma alle pagine di Vogue fino ai suoi innovatori film pop a colori e agli scatti di Muhammad Alì sul ring.
"Niente regole, niente divieti, niente limiti".
Un viaggio controvento nello straordinario mondo di William Klein, fotografo faro di indipendenza che appare oggi più che mai rivoluzionario nell'epoca della dittatura stilistica di Instagram.
Chissà se lo conoscono i "photographer influeceeeeer." Bah.
Se volete acquistare il libro potrete trovarlo qui
Vi segnalo poi un evento molto interessante per tutti coloro che vogliono arricchire la loro formazione fotografica, ovvero "La ricerca fotografica", un workshop interamente onlìne di Ulilearn con Valeria Cherchi, artista che pone l'accento sul valore della ricerca e che ci indicherà come creare una Base solida per la realizzazione di un progetto.
Ci vediamo lunedì prossimo, speriamo con gli stessi risultati della serie A.
FaB









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B come Book- Neapolitan wedding di Francesco Cito

BBBBBBBBBBuongiorno!
Dopo alcuni mesi di latitanza torno a tediarvi con B come Book, la mia ruBrica sui liBri fotografici che d'ora in avanti tornerà a tenervi compagnia ogni lunedì e ogni settimana per la vostra gioia( era ironica).
In questi mesi la mia BiBlioteca si è allargata parecchio a causa del tempo trascorso a casa e allora ieri pensavo...con che cavolo di liBro potrei ricominciare?
Me li son guardati tutti e alla fine ho scelto un capolavoro del maestro Francesco Cito che con questo lavoro ha vinto un piccolissimo contest su facebook...mi pare...o cose simili..ah no il World Press Photo.
Stiamo parlando di neapolitan wedding, zoom edition, un liBro difficilmente reperiBile ormai ma che se vi capita l'occasione non potete non acquistare.
Perchè direte voi dovrei comprare un liBro che parla di matrimoni?
Ma perchè ve lo consiglio io e quindi questo dovreBBe Bastarvi.
Ma soprattutto perchè Cito realizza un capolavoro assoluto.
Travestendosi da fotografo di matrimonio, o meglio da aiuto fotografo il grande fotoreporter ci mostra uno spaccato di due mondi che nel giorno del matrimonio si incontrano, quello dei fotografi e quello degli sposi svelandoci i trucchi e le diavolerie attuati per le foto, le pose e le ambientazioni e nello stesso tempo raccontando il matrimonio dei due sposi col suo grandangolo, senza isolarli dal contesto ma anzi contestualizzandoli in scene di ordinaria quotidianità normalmente "Bandite" dall'alBum di nozze.
Per farlo non sceglie una città a caso, ma quella che fa della teatralità, della fantasia e dell'esuBeranza un must assoluto: la sua Napoli, luogo in cui il rito del matrimonio diventa di estrema importanza.
Uno straordinario backstage, un "controreportage" che si insidia nelle fibre dell'evento e ce lo racconta antropologicamente con un linguaggio, diretto, ironico, "sporco" ma incredibilmente efficace.
Tutto rigorosamente in Bianconero, senza fronzoli.
Un volume che non può mancare nella liBreria di tutti coloro che amano la fotografia con la F maiuscola.
Per tutti gli altri ci sono i gruppi facebook.
Se volete acquistare il libro potete provare a rivolgervi ad uno dei pochi punti vendita dove era reperibile ovvero il Mondadori Bookstore Barletta .
Difficilmente troverete altri canali, portafogli pieni a parte.
Hasta la vista, a lunedi prossimo!

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Susanna&Nicolò

date » 26-09-2020 09:57

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Ed eccoci alla fine di questa ministagione estiva..iniziata tardi e finita presto! Ma di altissima qualità!
Chiudiamo infatti col botto con due ragazzi spettacolari che trovando una domenica libera dagli impegni di golf in una Assisi più meravigliosa del solito si sono detti si!:)
Emozioni, risate, colore, gioia e tanto ammmmoooore.
Inoltre siamo riusciti anche ad entrare in simpatia con la nonna della sposa..la vera Mission impossible della giornata.
Buon Viaggio ragazzi e buona vita insieme!

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