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B come Book- Confini di Umanità di Paolo Pellegrin

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"Da quassù la terra è Bellissima, senza frontiere né confini"
Yurij Gagarin, primo uomo a volare nello spazio, 12 aprile 1961

Buongiorno a tutti!
Iniziamo con questa stupenda frase la ruBrica di oggi, tornata dopo una settimana di Buca causa impegni lavorativi eccessivi #stanchezzaportemevia con un liBro davvero attualissimo ed emozionante ovvero Confini di umanità del grande Paolo Pellegrin.
Fotografo dalla spiccata sensibilità e membro dell'agenzia Magnum, Pellegrin ha vinto numerosi premi per i suoi lavori di reportage nelle zone più complicate del pianeta ed è per questo uno dei più conosciuti ed apprezzati al mondo.
Questo liBro nasce dalla mostra che il fotografo ha presentato a Pistoia recentemente ed è una vera chicca a mio avviso.
Si potreBBe star qui a parlare due ore anche solo del titolo o meglio delle due parole principali: CONFINI di UMANITA'.
Il confine, ovvero quella linea immaginaria fatta apposta per dividere popoli, decisa da chissà chi e per cui ci si scontra, si lotta, si fomentano odi e per cui si muore a volte, evocata con estrema leggerezza da tanti politici che giocano sul solleticare le pance della gente.
Ci dimentichiamo però spesso che in quei confini c'è un'umanità che soffre.
Ed è proprio qui che Paolo Pellegrin entra in gioco con le sue fotografie meravigliose, raccontandoci le tante storie recenti di guerre e di confini non in maniera diretta ed esplicita , ma lasciando spazio alla fantasia del lettore.
Le sue foto infatti, a volte sfocate, a volte non facilmente leggiBili ad un primo sguardo, non ci raccontano tutto ma sono ridotte al minimo indispensaBile e perciò lasciano spazio all'immaginazione dandoci quegli input che ci permettono di entrare e capire la condizione umana, al centro di tutto.
I dettagli fanno la differenza e ci svelano molto su questi drammi raccontandoci un'umanità divisa, ferita e dolorante ma raffigurata con un estremo rispetto per la dignità dell'uomo.
Troverete nelle sue foto molte delle vicende più difficili dei nostri giorni: dalle rivoluzioni araBe del 2011, all'eterno conflitto Palestina/Israele, al dramma dei migranti ma anche le tante frontiere che generano violenze e che non sono geografiche, come quella del colore della pelle.
Un liBro da acquistare ad occhi chiusi e da leggere ad occhi e cuore aperto per non dimenticarci che in fin dei conti è lo stesso mondo in cui viviamo noi.
Vi linko come sempre per l'acquisto
Fate i Bravi.;)

B come Book- Sulla fotografia di Susan Sontag

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Buongiorno e Buon luned...oh cazzo è mercoledì!
Eh si , dimenticavo che causa impegni coi miei matrimoni la ruBrica è spostata al mercoledì per permettere anche a me di vivere un pochino..quindi ricomincio.
Buongiorno e Buon mercoledì, come sempre con un liBro!
Oggi parliamo di HDR, timbri clone e levigatura pelle della modella.
Ma anche NO.
Oggi parliamo in realtà di un liBro-saggio molto importante e con diverse riflessioni interessantissime ovvero Sulla fotografia di Susan Sontag.
Scrittrice, regista, teorica del movimento di liBerazione della donna e dell'opposizione radicale americana, la Sontag fu una grande intellettuale mancata purtroppo nel 2004 a causa della leucemia.
Numerosi sono i suoi liBri tra cui il romanzo storico L'amante del Vulcano, il più famoso.
C'è però un legame stretto che sente con la fotografia che la affascina da sempre e che si rafforzerà più tardi quando diverrà compagna di vita fino alla fine dei suoi giorni con la grande Annie LeiBovitz di cui abbiamo parlato nella ruBrica da poco tempo.
Il saggio di cui vi parlo oggi ovvero Sulla fotografia -Realtà e immagine nella nostra società, è una serie di riflessioni approfondite appunto sulla fotografia come linguaggio, senza mai parlare di tecniche e tecnicismi da smanettoni ma piuttosto raccontando la storia della fotografia (in particolare modo quella americana) ,la sua evoluzione nel tempo e l'enorme potere che possiede.
Ci racconta il legame tra la fotografia e le altre arti figurative e lo fa con un linguaggio colto ma nello stesso tempo chiaro e senza fronzoli, lasciando sicuramente il lettore non indifferente.
In particolare mi sono piaciute molto le riflessioni sui grandi fotografi americani( dalla ArBus a Evans) e su cosa questi grandi hanno lasciato con le loro opere al mondo.
A mio avviso questo testo è fondamentale al giorno d'oggi perchè lo straripare della fotografia o meglio delle immagini, ci fa perdere il filo su cosa rappresenta la fotografia come linguaggio e modo di comunicare.
"Dobbiamo imparare a vedere di più, ad ascoltare di più, a sentire di più”; questa è solo una delle tanti frasi importanti che troviamo nel testo veramente colmo di ispirazione per chi si vuole avvicinare in modo intelligente alla fotografia.
Ve lo consiglio vivamente, anche se non è una lettura da portare sotto l'omBrellone ma visto che io odio gli omBrelloni e non vado al mare mai in estate ve lo suggerisco lo stesso.
Vi linko come sempre per l'acquisto!
Lo trovate pure in offerta!
Ciao Belli!!!

B come Book- Composizione e Improvvisazione di Larry Fink

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì… Come sempre con un liBro!
Stamani mi sono detto...di che liBro parliamo visto che negli ultimi 15 giorni ho letto pochissimo??
Che faccio, tiro fuori il jolly #SteveMcCurry oppure #l'occhiodelfotografo che nominano sui gruppini facebook ?
Ma anche no.
Mi sono accorto per vostra fortuna infatti che un testo di fondamentale importanza di cui non ho parlato è il volume 2 della collana Aperture ovvero Composizione e Improvvisazione di Larry Fink! caxxo!
E voi direte chi diavolo è Larry Fink?
Nato nel 1941 a New York il " Marxista di Long Island" è un fotografo famosissimo per i suoi ritratti in Bianco e nero e in particolar modo per Social Graces,una serie di fotografie prodotta negli anni 70 in cui si volevano contrapporre i Benestanti aBitanti di Manhattan ai lavoratori della Pennsylvania rurale che partecipavano ad eventi comuni come lauree e feste.
Un lavoro fantastico che mette in contrapposizione due mondi divergenti che occupano lo stesso territorio.
Il liBro di cui parliamo oggi,Composizione e Improvvisazione è un vero e proprio WORKSHOP ( di quelli veri però e non quelli dove ti insegnano a fotografare gente che cammina o quelli con la modellina nuda e le stellette sui capezzoli) che ci insegna a creare immagini significative e profonde.
Una serie di consigli importantissimi per migliorare la composizione nella fotografia e cercare di superare il limite della Bidimensionalità delle immagini per comunicare con esse qualcosa.
Perché la fotografia è un mezzo e non un fine.
Diventano fondamentali in tutto questo i dettagli, anche minimi, che fanno la differenza in un'inquadratura, l'illuminazione e soprattutto l'empatia verso il soggetto fotografato perchè questa " esclude ogni giudizio morale" e perchè il "sentirsi meglio" viene sostituito con il "sono uguale a".
Un fotografo dalla straordinaria sensibilità in un liBro che non vi lascerà indifferenti.
Quindi...le stelline sui capezzoli possono attendere, compratevi sto liBro, datemi retta.
Ecco il link di Fink ( la stavo aspettando dall'inizio sta' assonanza).
Il prezzo è cresciuto molto in italiano, ma lo trovate in inglese a poco più di 20 euro.
Ciao Belli, ci sentiamo lunedì se uscirò vivo dal weekend di matrimoni che mi aspetta.

B come Book -The early years,1970-1983 Annie Leibovitz

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì...come sempre con un liBro!!
Visto che l'argomento del giorno sono le elezioni....noi parliamo di cultura..anzi di controcultura!(tiè) e per l'appunto della grande Annie LeiBovitz, una delle fotografe più importanti degli ultimi 50 anni e valido esempio con Mick Jagger di alta resistenza all'autodistruzione.
Famosa per i suoi iconici ritratti come quello di John Lennon e Yoko Hono, i suoi esordi come giovane fotografa sono stati analizzati di rado.
L’acquisizione del suo vasto archivio da parte della LUMA Foundation ci da invece lo spunto per farlo e da questo nascono la mostra e il liBro The early years 1970-1983 in cui si esamina lo stile primordiale del progetto estetico della LeiBovitz.
Il tutto è strettamente correlato alle esperienze formative della controcultura degli anni 70 e al momento storico in questione, fatto( doppiamente) di sconquassi politici e sociali e di idee nuove e rivoluzionarie.
Per questo motivo in appendice al liBro trovate una cronostory degli avvenimenti più importanti di questi 13 anni e vedrete come associando questa alle immagini capirete molto a riguardo della fotografa, del suo io e dell'epoca in cui scattò.
Dopo essersi iscritta agli studi di pittura Annie LeiBovitz passò dopo tre anni al leggendario Dipartimento di Fotografia di San Francisco e iniziò il suo percorso ispirandosi ai grandi fotogiornalisti dell'epoca, come Bresson e Robert Frank.
Pubblicò il suo primo lavoro sulle proteste contro la guerra del Vietnam nella neonata rivista Rolling Stones.
EntramBi faranno fortuna direi.
Da lì inizia ad affinare quello stile che la porterà a creare immagini iconiche, con una spiccata sensiBilità e cercando a volte soggetti non convenzionali ma molto efficaci per raccontare un'epoca, forse irripetiBile.
Le sue foto infatti, scattate in quegli anni per un uso immediato e fotogiornalistico assumono oggi un valore storico impareggiaBile.
Le auto, sempre presenti e modello di vita frenetica on the road, i musicisti e il rock ( punto massimo è il tour degli Stones del 1972), le icone come Andy Warhol, John Lennon e Muhammad Alì: insomma un tuffo indietro nel tempo vissuto grazie a chi vi era dentro con entrambi i piedi.
Un liBro da non perdere assolutamente insomma!
Vi allego come sempre il link per l’acquisto!...
Cia' Belli!


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date: 27-05-2019 09:18

tags: B come Book, fabio magara blog, enkster, fotografo perugia, blog fotografia, annie leibovitz, the early years 1970-1983,

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B come Book- Street Photography e Immagine poetica di Alex Webb e Rebecca Norris Webb

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
Da oggi questa ruBrica avrà l'onore di essere presente anche su Enkster, uno dei più importanti ( e fighi) Blog di fotografia italiani e di questo sono particolarmente felice e orgoglioso.
Il tono rimarrà però sempre quello del cazzeggio creativo, semplicemente perchè questo sono io e #tantisaluti.
Di cosa parliamo oggi?
Torno fresco fresco dal festival internazionale di fotogiornalismo IMP di Padova che vi consiglio vivamente di visitare e dove troverete grandissimi fotografi tra cui anche l’autore del liBro di cui vi parlerò oggi, Alex WeBB, un mito!
Di lui ho già parlato in passato in questa ruBrica ma il volume di cui vi parlo oggi è stato creato a 4 mani (e 4 occhi) assieme alla moglie di Alex, Rebecca Norris WeBB e fa parte della collana di Aperture(da acquistare a scatola chiusa in tutti i suoi volumi) ovvero Street photography e Immagine Poetica.
Se non conoscete Alex WeBB e fate i fotografi il consiglio che vi do è quello di chiudere subito la vostra attività.
Se invece non siete fotografi ma siete semplicemente degli amanti della fotografia sappiate che WeBB è uno dei maggiori esponenti viventi della fotografia a colori con particolare interesse a quella di strada.
Inizia la sua storia in Bianco e nero ma alla fine degli anni 70 comincia scattare a colori ad Haiti e in Messico, paesi dove la luce calda e intensa è in qualche modo radicata nella cultura stessa di quei luoghi e da li inizia un percorso che lo porterà ad essere riconosciuto come un'icona.
Le fotografie di Webb vengono celebrate come dei miracoli visivi , immagini " labirintiche e costruite profondamente" e che rimandano a realtà ben oltre il visiBile con cui l'autore ha saputo distaccarsi dai grandi fotografi di street del passato creando un proprio linguaggio attraverso l'uso magistrale della luce, delle ombre intense , dei colori saturi e dei piani.
Come ho già detto il liBro è creato a quattro mani con la moglie Rebecca Norris WeBB, una fotografa con uno stile diverso da quello del marito ma che va a mio parere ad integrare perfettamente il tutto, dando una visione molto più intima, con immagini ariose, piene di entrate e uscite e che parlano molto dell'io del fotografo e dell’amBiente circostante.
Ad ogni fotografia è associata una didascalia che si integra armonicamente con essa e non si parla mai di tecnicismi per la Street Photography ma si educa "il modo di pensare del fotografo” con immagini non solo dei due autori ma anche di coloro che considerano importanti nel loro percorso come Koudelka e Adams.
Consigliatissimo a tutti gli amanti della fotografia di strada e soprattutto a tutti i professionisti che conoscono solo Steve McCurry e Salgado( ne ho avuto da poco triste conferma).
Come sempre vi allego il link per l'acquisto! ( tra l'altro è pure in offerta!)
A presto Belli!!!

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date: 20-05-2019 09:06

tags: B come Book, blog fotografia, webb, alex webb, Rebecca Norris webb, Fabio Magara, Enkster,

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B come Book- Only Human Martin Parr

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Buongiorno e Buon lunedì a tutti, come sempre con un liBro!
Una delle domande che mi fanno più frequentemente è : "Chi è il tuo fotografo preferito?".
Dopo aver alzato gli occhi al cielo generalmente mi accorgo che non so realmente rispondere a questo, perché sono stato influenzato ed apprezzo il lavoro di molti, ma tra questi sicuramente c’è Martin Parr, un mostro sacro che adoro.
Il liBro di cui voglio parlarvi oggi ,Only Human, riunisce gli scatti più importanti e noti del fotografo Britannico più celebre e amato ed è nato da una mostra presente in questo momento a Londra, la più ampia mai esposta in precedenza dal Parr.
Le fotografie sono imperniate sulle aBitudini,le attitudini, i costumi , i colori e i comportamenti più o meno Bizzarri di persone provenienti da ogni angolo del pianeta, ma con un’attenzione particolare alle ironiche e irriverenti osservazioni sul concetto di Britishness.
Dopo avervi parlato in passato del liBro forse che apprezzo più, The Last Resort, vi consiglio vivamente di acquistare questo volume.
Troverete tutti i marchi di faBBrica del fotografo e tutta la sua ironia tagliente , il tutto molto attualizzato in quanto tra gli argomenti presenti si parla anche di "Gran Bretagna al tempo della Brexit" e "The estaBlishment".
Da segnalare anche all’inizio del liBro i fantastici autoritratti di Parr, un misto tra ironia e trash veramente da 10 e lode.
Due saggi del curatore Phillip Prodger accompagnano il lavoro, con un'introduzione di Grayson Perry e testi taglienti dei fotografi Schimid e Singh.
Cosa aspettate ancora? Questo è il link per l’acquisto amazon oppure come sempre andate in libreria che è meglio( cit.puffo Quattrocchi)
Se sentimo!!!!

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date: 13-05-2019 08:49

tags: BcomeBook, blog fotografia, libri fotografici, fabio magara, martin parr, only human,

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B come Book- La Guerra, una storia siciliana Tony Gentile

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Oggi vi parlerò di uno straordinario volume che ho recentemente acquistato ovvero La guerra, una storia siciliana di Tony Gentile con un racconto di Davide Enia.
Un liBro che mi ha veramente appassionato, colpito e che mi ha lasciato tante sensazioni nel cuore e nella testa.
Ci sono periodi nella vita che faticherai a scordare anche se vissuti da BamBino: è questo il caso dei primi anni 90 quando la guerra di mafia in Sicilia raggiunse il suo apice.
Avevo solo 11 anni quando il giudice Falcone e, a distanza di poco tempo, il Giudice Borsellino persero la vita in due tragici attentati.
Ricordo perfettamente il clima che si respirava in Italia in quel momento, i funerali, le dirette tv, i racconti dei miei genitori sull'accaduto e una domanda che mi frullava sempre in testa: Perchè?
Crescendo e coltivando la mia grande passione per la storia moderna ho letto molto su quel periodo, forse cruciale per questo paese come mai e culminato forse nell'ennesima occasione persa per cambiare veramente le cose.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
E così è stato.
Tra tutti i liBri che ho letto sull'argomento questo è uno dei pochi che ti fa sentire dentro quel periodo.
La forza straordinaria delle fotografie di Tony Gentile e la sequenza scelta, associata con un racconto Bellissimo di Davide Enia mi fa tornare a quando ero BimBo e vedevo certe immagini dalla televisione e nello stesso tempo mi fa sentire immerso nella Sicilia di quei anni, nelle sue strade, nei suoi colori, sapori, linguaggi e contrasti.
Un fantastico documento che vi consiglio vivamente in cui troverete tutti i protagonisti di quella stagione in fotografie divenute ormai iconiche ed eterne.
Compratelo in liBreria poichè su Amazon è reperibile difficilmente se non in lingua inglese, NON VE NE PENTIRETE.
Ciao Beddi!

B come Book- Il fotografo equilibrista, Sara Munari

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Grato per i tanti auguri ricevuti per il mio 28 esimo compleanno(ops, va Beh) e pronto per le tradizionali mangiate della settimana di pasqua oggi vi voglio parlare di un liBro a cui sono molto legato e che da poco mi sono riletto per la terza o quarta volta.
Sto parlando de " Il fotografo equilibrista, manuale di acroBazie per COMUNICARE con le immagini" di Sara Munari.
Ho incontrato recentemente Sara e quindi con grande piacere parlo di lei oggi!
Da cosa partiamo?
Partiamo dal fatto che ogni giorno veniamo invasi da milioni di immagini: faceBook, instagram, pinterest, siti, giornali, tv...insomma ovunque.
Tutti si sentono fotografi ( anzi PH.) e tutti ci inondano di gattini, tramonti, selfie, foto di gente che cammina, nudi più o meno artistici e chi più ne ha più ne metta.
Ma QUANTI RIESCONO A COMUNICARE CON LE IMMAGINI?
La fotografia è una forma di comunicazione infatti: come dice il mio amico Ferrillo( che sta nel libro pure come studente) puoi scrivere a qualcuno che sei al Bar o puoi mandargli una foto di te al Bar( se la mandi a tua moglie fa attenzione ad inquadrare Bene).
Il senso è lo stesso.
Quante immagini che vediamo ogni giorno sono però fotografie? E quante solo mero esercizio stilistico o pura meeee....(si insomma)?
Ecco allora che nel liBro Sara ci da degli utili consigli su come imparare a comunicare con le immagini, parlando della "grammatica" ,di come imparare a gestire lo spazio nell'inquadratura e di come migliorare i nostri scatti cercando di comunicare qualcosa con essi.
Il tutto con molti esempi e con un linguaggio scorrevole e divertente.
Anche questo liBro, come quello della settimana scorsa è indicato per i tirchiacci che non vogliono cacciare i soldi visto che costa poco più di una decina di euro come vedete.
Compratelo in liBreria se potete!!!!
Buona Pasqua a tutti, non fate impazzì i trigliceridi.

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B come Book- Elliot Erwitt's Paris

Eccomi qua!!!!
Dopo una latitanza durata quasi tre mesi torno a sfracassarvi i cosiddetti con la mia ruBrica del lunedì..BcomeBook!!!!
Vi sono mancato? Credo di no.
Per i pochi che risponderanno si sono stato impegnatissimo con la post produzione dei miei matrimoni e come si sa il maschio più di una non riesce a farne #oneneuron.
Alcuni di voi che mi seguono mi hanno riferito che spesso consiglio liBri molto costosi: non è affatto vero!
Proprio però per venire incontro ai lettori più tirchi e migragnosi della terra vi suggerisco oggi un liBro di una star della fotografia che costa appena una decina di euro: Elliot Erwitt's Paris!
Si tratta di una raccolta di circa 170 fotografie che il maestro ha fatto da "turista" nella città che ha tanto amato e in cui nacque nel 1928 da genitori russi ebrei, Parigi appunto.
Dalla capitale francese Erwitt si spostò poi a Milano , città in cui visse per 10 anni con i genitori per poi rifugiarsi a seguito delle leggi del fascismo in quella che diventerà la sua casa fino alla vecchiaia ovvero New York.
Il libro dicevamo raccoglie gli scatti che il fotografo ha fatto a Parigi da"turista"...ma da turista mooooolto particolare: un'occhio estremamente intelligente e tagliente, ironico, mai romantico, paradossale molte volte e pieno zeppo di cani, uno dei timbri di Erwitt.
Sicuramente il formato del libro molto ridotto non rende giustizia alla bellezza delle foto in bianconero.
Ma i più tirchi festeggeranno e nello stesso tempo osserveranno lo stile indiscusso di uno dei campioni della fotografia del 900.
Ah per la precisione costa 8,49 qui, col resto potete pagarmi un caffè.
Ciao raga!!

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B come Book- RVM Magazine

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Buongiorno raga e Buon lunedì!!
Dopo aver visto spuntare i primi BaBBo natale alle finestre e essermi sorBito nell'ultima settimana sui social rispettivamente le foto degli alBeri, le foto del funamBolo a Perugia e aver visto condivisioni a rota sui Queen da gente che "nsa manco chi so" entriamo nello spirito natalizio di Bontà gratuita attraverso il suo colore predominante: il rosso.
Vi parlerò infatti oggi di una rivista INDIPENDENTE ( e sottolineo) meravigliosamente BBella ( con due B si,non so trovare altro termine scellerato per farne magnificenza) recentemente rinnovata e restaurata a modo, RVM Magazine.
Essa si pone veramente come una "cosa" diversa da tutte le altre, anomala ed affascinate.
Parliamo infatti di una rivista che ha l'oBiettivo di approfondire con tutti i mezzi possiBili, le ricerche e gli studi sulla fotografia con particolare riguardo alla documentaristica contemporanea e che si apre per questo motivo alla contaminazione con altre forme di narrazione, come la poesia, la letteratura, l'illustrazione e l'arte grafica.
Un punto di vista insolito e talvolta meno rassicurante, ma proprio per questo fondamentale perché stimola riflessione e spunti diversi e perchè talvolta la contaminazione spaventa e disorienta(in ogni campo) ma è straordinariamente utile per la crescita.
Ora voi mi dovreste dire..che c'entra tutto questo col rosso???
C'entra invece, perchè l'indagine sul mondo di RVM magazine utilizza il colore come "medium", quasi fosse un filtro fotografico...avvicinandolo di volta in volta a significati e narrazioni diverse.
Proprio dal rosso parte il primo numero ,THE REDO ISSUE che è quello che vi presento oggi.
E io, che di filtri rossi ne ho fatti....ve lo consiglio fortissimamente.
Troverete un numero con 5 projects fantastici tra cui Davide Monteleone ( di cui vi ho già parlato) che mette in scena il viaggio di Lenin dall'esilio alla rivoluzione, Carlotta Cardana che ci parla della strada del riscatto degli indiani d'America contemporanei ( io amo gli indiani d'America da sempre, fanculo Custer)e Sanne de Wilde che ci mostra il mondo degli acromati, privo di colori ma ricco di sfumature surreali (Gold medal per il miglior contenuto singolo “Independent Magazine: Single Spread Story).
La rivista è particolare anche nella rilegatura, nell'impaginazione e nelle ottime carte su cui è stampata ( diverse per ogni lavoro)e per questo ha ricevuto tre premi nell'amBito della 53esima edizione dell’Annual Design Award della The Society of Publication Designers, uno dei più prestigiosi premi dedicati al design editoriale per le riviste, che si tiene a New York.
A questo numero è seguito il secondo volume -The white issue dedicato appunto al colore bianco.
Potrete trovare questa rivista nella fantastica Edicola 518 di Perugia oppure richiederla online per i non perugini
Buon natale, con Buonismo.
Fate i bravi.

B come Book- Il Ritratto e l'Istante ,Mary Ellen Mark

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B.....uongiorno e Buon lunedì a tutti!!
Siete pronti all'arrivo delle lucine colorate, delle foto degli alBeri spammate su Facebook e dei #BaBBinatalechesiarrampicanosulleterrazze??
It's Christmas!
E allora se volete fare un regalo non scontato ad una persona cara a cui piace la fotografia..fate un Bel liBro!
Per esempio quello di cui parliamo oggi, ovvero il volume 4 della collana Aperture Workshop Fotografici, Il Ritratto e l'Istante di Mary Ellen Mark.
In un'età dove persone si improvvisano fotografi senza sapere cos'è la fotografia e fotografi si improvvisano ritrattisti senza sapere cosa è un ritratto e dove l'unica Mark che conoscono è la Mark 2-3-4 Canon di cui sapranno dirvi fino all'ultima parola di tecnologia( fiuuu riprendo fiato,il periodo era lungo) conoscere questo testo è di grande importanza.
MEM ci propone la sua idea di osservazione del mondo e di fotografia e la usa nei suoi ritratti, molto di più di semplici scatti a persone o animali ma in certi casi viaggi introspettivi dentro il soggetto fotografato.
Dimostrazione che a volte non servono effetti speciali, ma Basta un'inquadratura organizzata, un dettaglio, una posa-non posata ma che appaia non forzata per mostrarci a fondo l'io di un soggetto.
L'autrice ci svela il concetto alla Base del suo processo creativo e qualcosa del suo essere fotografa; riesce nel suo scrivere a coinvolgerti e non a somministrarti qualche nozione a modo di #ocadapatè parlando anche di come istaurare un rapporto di fiducia col soggetto fotografato al fine di tirare fuori il meglio da egli.
Un libro consigliassimo a chi ama il ritratto ed in generale a tutti coloro che vogliono approfondire l'argomento e sono stanchi di ritratti con #modellenudeconlechiappedefori soltanto.
Vi linko come sempre per l'acquisto!
Se avete tempo e denaro compratevi tutta la collana degli Aperture Workshop..ne vale la pena!
Hasta la vista raga, fate i Bravi.
Ah e mi raccomando...appendete il BaBBo natale nella terrazza..ma attenzione di questi tempi!

B come Book- Lezioni di Fotografia Oliviero Toscani

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Ciao a tutti!
Dopo circa due settimana di assenza forzata causa impegni lavorativi e/o strettamente personali e/o insommacazzimiei torna B come Book, stavolta con una collana che sta arrivando alla fine e su cui quindi posso dare un giudizio critico e oBiettivo ( questo termine ci stava).
Lezioni di Fotografia è infatti una serie di volumi( 40 uscite) che con cadenza settimanale ci parlano della fotografia secondo Oliviero Toscani.
Il personaggio è di quelli che o si ama o si odia e non mi metterò qui certo ad aprire discussioni su questo.. dico soltanto che non puoi chiedere a Mick Jagger di cantare per il Vaticano.
E qui mi fermo.
La collana è però di induBBio valore: non si parla di regole di composizione, di diaframma e tempi, di iso o di irreali postproduzioni/hdr/timBri clone ma si sviluppa ogni settimana e in ogni volume un tema del nostro tempo, della società gloBale.
"Un argomento da osservare, su cui riflettere, e quindi da rielaBorare."
Un manuale di istruzione per gli occhi direi..per imparare ad osservare la realtà che ci circonda e dare una nostra lettura di essa.
Fotografare non può essere un mero esercizio stilistico, ma deve essere una forma di comunicazione al fine di lanciare un'idea, un messaggio, una visione, un racconto.
E in questo la collana è molto interessante perchè fa girare il cervello, la cosa più utile di tutte e senza la quale nessuna fotografia funziona; in questo le fotografie raccolte ( di OT e di altri autori) ma soprattutto i testi provoc-autoriali del fotografo sono di grande aiuto.
Interessanti sono poi le riflessioni di altri coautori e la sezione con i maestri di OT oltre che le interviste ai grandi fotografi viventi, che in liBertà parlano di fotografia con Toscani.
Stra-con-si-glia-to.
E stop.
A lunedì prossimo, fate i Bravi.

B come Book- William Eggleston's Guide

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Anche io come molti fotografi sono stato affascinato agli inizi della mia carriera dalle foto in Bianconero, dal "momento decisivo" e dai reportage di guerra degli anni 40-70.
Poi però è arrivato il colore ed è stata tutt'altra storia.
Per questo oggi parliamo di un liBro storico, vera e propria pietra miliare della fotografia a mio avviso, ovvero William Eggleston's Guide, una riproduzione della prima puBBlicazione a colori del MOMA di New York del 1976.
La guida contiene 48 fotografie selezionate tra i 375 scatti realizzati dal grandissimo fotografo e che sono la sua attenta visione del mondo che lo circonda.
Le foto possono apparire ad un primo aspetto Banali e casuali, ma in realtà sono molto ricercate sia in termini di composizione che di colore e raccontano di vita quotidiana con soggetti/oggetti senza apparente significato come cartelli stradali,automoBili, tuBi di salsa da fast food, stanze: il colore è il vero protagonista nelle immagini e i suoi "Sguardi democratici" come l'autore definiva la sua attenzione verso gli oggetti marginali.
Proprio la mostra al MOMA di New York suscitò parecchie critiche nell’estaBlishment fotografico di allora, ancora legato a doppio filo al "momento decisivo" e agli scatti in Bianco e nero ,tanto che Egglestone fu unanimemente stroncato dalla critica proprio per l’oltraggio del colore e per l'apparente Banalità delle sue fotografie.
Fu il primo fotografo a realizzare in questo museo una personale mostra di fotografia in questo modo "bizzarro" per l'epoca, usando immagini iper saturate ( con la tecnica del dye-transfer).
Oggi Egglestone è unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti fotografi viventi, ha ricevuto molti premi importantissimi e nel 2005 è stato realizzato anche un docufilm sulla sua vita.
Molti fotografi, tra cui Martin Parr lo considerano un maestro.
Il libro in questione non può mancare nella vostra libreria.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

B come Book- La linea inesistente di Davide Monteleone

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
I miei amici più stretti conoscono la mia grande passione per la storia e in particolar modo per la storia del '900.
Sono sempre stato affascinato dall’ultimo secolo, dalle sue tragedie, le sue divisioni, le sue contraddizioni, le sue vicissitudini politiche e sociali.
Uno dei capitoli sicuramente più interessanti per me è la guerra fredda, una guerra agli occhi di molti invisibile (nel suolo europeo) ma che ha contrapposto due sistemi, due imperi in ogni settore della società e che è terminata con la caduta del muro di Berlino.
Proprio a Berlino termina il viaggio dell'autore di cui vi parlerò oggi, Davide Monteleone, un giovane fotoreporter vincitore del WorldPress Photo award, che inizia a lavorare nel 1988 nel fotogiornalismo con puBBlicazioni in alcune delle più prestigiose testate nazionali e internazionali.
Monteleone dal 2002 vive a Mosca e anche grazie a questa sua esperienza di vita nasce il lavoro di cui parleremo oggi, "La linea inesistente" viaggio attraverso la ex cortina di ferro.
Il fotografo ha percorso infatti i luoghi della cortina di ferro che divideva in due l'Europa e che segnava la netta divisione tra il Blocco sovietico e l'occidente, cercando di ritrovare nei volti delle persone, nei paesaggi , nelle case e nelle città quella contrapposizione, cosi evidente nelle terre di mezzo, che è esistita fino alla fine degli anni 80 e che ancora oggi, purché invisiBile ,in qualche modo resta come una cicatrice nella memoria.
In ogni luogo ha cercato di far immergere il lettore nel contesto, fotografando sia il versante ovest che il versante est, catapultandoci idealmente e con l'immaginazione in quei luoghi e in quei tempi.
Un reportage dunque, ma con una sana dose di fantasia che occorre usare.
Un libro consigliatissimo e secondo me attualissimo vista la situazione europea odierna, con le crepe che l'Unione possiede al suo interno.
Da leggere e studiare con la consapevolezza che la storia non va dimenticata, ma va conosciuta per evitare di ricadere in molti errori fatti in passato.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

B come Book- Diane Arbus :An Aperture Monograph

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
Ho sempre preferito alle monografie i progetti compiuti ma oggi facciamo un'eccezione parlando di Diane ArBus e della monografia dedicatale da Aperture dopo la sua prematura scomparsa nel 1971, An Aperture Monograph.
La vita della fotografa americana è strettamente connessa più di ogni altro autore con la sua fotografia ed i suoi soggetti.
Diane inizia a fare la fotografa dopo la guerra assieme al marito Allan, ma la sua consacrazione arriva solo dopo la separazione da questo negli anni 60 .
Il territorio prediletto della ArBus è New York dove ella ama ritrarre soggetti particolari e "strani" con cui instaura un vero e proprio rapporto di amicizia anche profondo; soggetti Bizzarri per l’epoca come la donna che si veste da uomo, il nano, il gigante cieco con una grande BarBa.
Nel '65 il MOMA presenta alcune fotografie della ArBus che in quegli anni vanta importanti collaBorazioni con fotografi dell’epoca come il fotografo di moda Richard Avedon, e i fotografi di strada Winogrand e Friedlander.
Proprio con questi ultimi due nel '67 espone 30 sue foto al MoMa; la mostra ha grande successo nonostante le polemiche che l’accompagnarono perché l’etichetta di "fotografa di mostri" che viene cucita addosso alla ArBus non le piace affatto e la sua mente , già affaticata dalle crisi depressive di cui soffriva, ne risente pesantemente.
La ArBus diventa un'icona del fotografo newyorkese e simbolo di tante battaglie "freak" e di quella contro la guerra del Vietnam .
La malattia peggiora finché Diane non si suiciderà nel luglio 71 con una forte dose di BarBiturici e tagliandosi le vene nella vasca da Bagno.
Dall’anno dopo inizia la consacrazione dell'autrice proprio con la monografia di Aperture che la porterà ad essere una delle fotografe icona del '900.
Potete trovare tantissimo materiale sulla fotografa anche su YouTube come alcuni documentari interessanti.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

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