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B come Book- Think Like a Street Photographer di Matt Stuart

Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
Oggi non ho intenzione di fare la mia consueta intro calcistica e credo che chi mi conosce Bene saprà pure il perchè... quindi sorvoliamo e andiamo diritti all'argomento.( ma che brutto vedersi scucire dopo 9 anni la scudetto dopo proprio dall'Inter cazzoooo ndr).
Dicevamo?
Ah, ok...oggi voglio parlarvi di "Think Like a Street Photographer" l'ultimo liBro uscito recentemente del grande Matt Stuart, autentico fuoriclasse della fotografia di strada e sicuramente tra i fotografi che in assoluto stimo e seguo maggiormente.
Nella sua carriera ventennale Matt è riuscito a scattare delle autentiche " BomBe " divenute ormai famose e apprezzate in tutto il mondo, con un approccio ironico e un'occhio attentissimo a cogliere l'attimo.
Il liBro di cui vi parlo oggi oltre a mostrarci molte di queste immagini e a farci provare molta invidia per queste ci parla in maniera molto easy dell'approccio che Matt tiene durante i suoi "walk and shoot" per le strade, rivelando in 20 capitoli tutte le aBilità ed i segreti che hanno portato ai suoi scatti più iconici.
Nessuna formula magica ci viene data però, nessun "gioco da prestigiatore" segreto.
I trucchetti del suo lavoro sono più semplici di quel che si pensa e potremmo riassumerli in poche parole: perseveranza, pazienza, curiosità, applicazione, positività.
Il liBro ci mostra proprio questo fornendoci tantissimi spunti da cui prendere ispirazione e insegnamento e lasciandoci soprattutto qualcosa di Ben più importante: l'approccio liBero, leggero, vivace e positivo che Matt tiene per l'appunto e che si rispecchia totalmente nelle sue fotografie.
Particolarmente interessante è a mio avviso il capitolo che l'autore chiama " Shoot first, think later" in cui consiglia di seguire l'istinto, di scattare senza porsi troppi limiti se la situazione potreBBe essere interessante e di farlo senza preoccuparsi troppo di come e perchè ma semplicemente con delle Buone intenzioni, perchè come diceva Erwitt " la qualità ha a che fare con l'intenzione" molto spesso.
Un liBro consigliatissimo e divertente oltre che a mio avviso utilissimo non solo per gli amanti della street e che sento molto affine al mio modo di vedere le cose e al mio modo di scattare fotografie, che sia per strada o durante un matrimonio poco camBia.
E' disponiBile solo in lingua inglese, ma credetemi non è difficile comprenderlo Bene anche se si è un po' arrugginiti nella lingua come me (The pen is on the table).
Potete acquistarlo presso La LiBreria Grande sia online che fisicamente!(aiutiamo le realtà locali!)

Questa settimana voglio poi proporvi un interessantissimo workshop di Ulilearn con Martina Bacigalupo photo editor di 6mois, alla scoperta dei processi di selezione dei progetti puBBlicati nella prestigiosa rivista.

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B come Book- Kodachrome di Luigi Ghirri

Buongiorno a tutti e Buon..martedi!
Ieri per alcuni proBlemi non sono riuscito a scrivere il mio solito articolo del lunedì mattina e allora eccomi qua pronto a rimediare con una vera e propria BomBa.
Il liBro di cui vi parlo oggi meritereBBe infatti non uno, non due, ma almeno duecento articoli per la complessità e la grandiosità che rappresenta e su cui ho una certa dose di timore nello scrivere.
Sto parlando di Kodachrome di Luigi Ghirri, un'opera che per l'importanza che ha dovreBBe essere negli scaffali di tutti i fotografi e gli appassionati di fotografia in quanto rappresentò una vera e propria rivoluzione nel linguaggio fotografico.
Luigi Ghirri nasce a Scandiano ( Reggio Emilia) il 5 gennaio 1943 ed inizia ad interessarsi al mezzo fotografico nei primi anni '70.
Prevalentemente affascinato all'analisi del rapporto uomo-amBiente e alla ricerca di "identità" fonderà tutti i suoi lavori su questo diventando uno dei fotografi più importanti ed apprezzati di sempre in tutto il mondo.
A riguardo di questa piccola ruBrica credo che l'autore avrebbe ampiamente meritato la puntata numero uno di B come Book se non altro per il ruolo importante che eBBe in Italia nella crescita e divulgazione della cultura fotografica e in particolare modo del liBro fotografico.
Ghirri infatti fondò nel 1977 la casa editrice "Punto e Virgola" che fu all'avanguardia in Italia nel cercare di alzare il livello di reputazione della fotografia come mezzo di espressione artistica, al fine di cercare di colmare le lacune che da anni c'erano nei confronti di altre realtà internazionali.
Il liBro di cui parliamo oggi, Kodachrome, è una delle nove puBBlicazioni della stessa che poi per difficoltà economiche fu costretta a chiudere i Battenti ma che restò una gloriosa pagina di storia nella fotografia italiana.
Tutto questo contriBuì a rendere per anni introvaBile il liBro fino a che nel 2018 l'editore inglese MACK decise di ristamparlo e di farlo riscoprire cercando di ritrovare anche il tono originale delle immagini grazie all'aiuto dello stampatore modenese Arrigo Ghi (a cui si deve molto della qualità del colore di Ghirri).
La puBBlicazione è accompagnata da un testo di Francesco Zanot.
Kodachrome è un'autentica rivoluzione in quanto diventa una riflessione sul concetto stesso di fotografia, sulla sua natura, sui suoi limiti e le sue possiBilità.
Circa 100 fotografie o come le chiama Ghirri " frammenti" che insieme ricompongono un mosaico Ben più ampio che diventa a sua volta uno straordinario strumento di rieducazione allo sguardo, da osservare senza fretta in cerca di ogni dettaglio nascosto.
Ogni immagine infatti non è "urlata" come nel classico reportage ma è una vera e propria operazione concettuale che rimanda a tanti significati e allo sguardo dell'autore stesso.
Una vera e propria autoBiografia per immagini insomma in cui tutto, dal titolo allo spazio Bianco che circonda le foto è qualcosa di studiato e ragionato per andare al di sotto della superficie delle cose e per offrirci un'esperienza visiva unica.
Un liBro consigliatissimo specialmente in un'epoca come questa in cui siamo sommersi da immagini e che ci induce altresì a rallentare e rieducare il nostro modo di osservare.
Immenso Ghirri!
Il liBro comincia ad essere difficilmente reperiBile quindi se siete interessati approfittatene!
Potete trovarlo alla sempre fornitissima Libreria Grande sia online che fisicamente.

Questa settimana vi consiglio poi una figata di corso Ulilearn con Martina Bacigalupo un workshop di 3+ ore con la photo editor di 6mois, alla scoperta dei processi di selezione dei progetti puBBlicati nella prestigiosa rivista.
A lunedì prossimo come sempre con un liBro!

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B come Book- Figure di Riccardo Falcinelli

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Dopo l'ennesimo weekend calcistico da dimenticare di questa orriBile stagione 20/21 torniamo a parlare di cose serie ed interessanti.
Voglio infatti oggi consigliarvi un liBro ME-RA-Vi-GLIO-SO acquistato a scatola chiusa da oramai diversi mesi dopo aver letto e divorato tutto d'un fiato il precedente dell'autore, Cromorama.
Sto parlando di Riccardo Falcinelli e del suo "Figure -come funzionano le immagini dal Rinascimento a Instagram" ed.Einaudi un liBro che a cospetto delle dimensioni (che spaventano) ho letto( e riletto) tutto d'un fiato; scorrevole, divertente e ideato per chi come me è persona estremamente curiosa.
Attraverso 7 grandi capitoli ( spazio, forme, percezione, meccanismi, topologia, composizione, medium) e circa 500 immagini a colori l'autore ci porta a comprendere perchè alcune funzionano ed altre meno.
Per farlo non entra nel merito del significato delle immagini stesse ma va all'origine della loro creazione cercando di farci capire come e perchè vengono "costruite" in quel dato modo e cosa sta alla Base del loro essere immagini di successo.
Per realizzare ciò analizza e "smonta" pezzo per pezzo moltissime opere d'arte di diversi periodi storici dal Botticelli al Canaletto, dagli impressionisti a Mondrian passando per moltissime fotografie e fotogrammi presi da film importanti fino ai fumetti e al mondo di Instagram: un favoloso viaggio nei secoli delle immagini insomma che camBia il nostro modo di guardarle.
Il tutto con una narrativa coinvolgente e divertente che non ha nulla a che vedere con gli asettici #manualitecnici che ci propinano in molti ma che è adatta anche ai non addetti ai lavori e che ci insegna ad educare il nostro modo di leggere le immagini, cosa che nel mondo attuale è diventata indispensaBile.
Particolarmente interessante per i fotografi è il capitolo "Composizione- Le ginocchia del reporter" in cui Falcinelli ci spiega come in qualche modo fotografare è sempre una scelta (o meglio una serie di scelte) che il fotografo si trova a fare e in cui anche un'apparentemente inutile "piegare le ginocchia" possa in qualche modo contribuire a rendere epica un'immagine.
Non vi spoilero altro dai,sennò che gusto c'è.
Un liBro veramente utilissimo per chi vuole capire le immagini e per chi vuole crearle.
Poi oh, se volete comprare i manuali in edicola fate pure eh.

Potete acquistarlo presso La Libreria Grande sia online che fisicamente ad un buon prezzo.

Questa settimana vi consiglio infine l'interessante Parole e immagini di Fabio Severo , un workshop storico-critico sul rapporto tra fotografia e scrittura al fine di analizzare le possiBilità creative offerte dall’unione dei due linguaggi.
Sempre con la fantastica Ulilearn che ringrazio per avermi dato la possiBilità in questo lungo anno di seguire tanti corsi interessantissimi che mi hanno lasciato molto.
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!

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B come Book - Le regole del caso di Willy Ronis

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Da circa 20 giorni ho iniziato il mio corso "Indagine su un fotografo al di sopra di ogni sospetto" e sono quindi entrato in modalità teacher-on.
Ho pensato allora ad un liBro che potesse servire ai ragazzi per approfondire meglio alcune cose e che fosse lontano dai consigli dei forum #occhiodelfotografomichealfreeman.
Per questo oggi voglio parlarvi de" Le regole del Caso" del grande Willy Ronis, fotografo che assieme a HCB e Doisneau è all'origine del movimento dei fotografi umanisti francesi del secondo dopoguerra, celeBri per aver fotografato la vita quotidiana e reale , la strada, i quartieri, la gente.
Cogliendo l'attimo decisivo il più delle volte.
Il volume presenta 120 immagini raccolte dallo stesso autore nel suo lungo percorso fotografico che ci permettono di capire cosa passa per la testa del fotografo quando scatta, quali sono i meccanismi alla Base delle scelte che egli si trova a fare sia in fase di "creazione" sia nella selezione successiva dei provini.
Ogni scatto è infatti analizzato in profondità dall'autore che ci fa conoscere il suo punto di vista e ci rende partecipi delle sue scelte.
Le scelte, si.
Perchè ogni scatto è un insieme di queste, tutte straordinariamente soggettive.
Parlandocene in prima persona e raccontando anche diversi aneddoti legati ad ogni singola foto Ronis ci illustra il percorso che porta all’immagine riuscita ed equiliBrata regalandoci una lezione di fotografia incrediBile e individuando in 5 parole chiave- Pazienza, Riflessione, Caso, Forma e Tempo- le "regole" per ottenere un scatto che funziona.
Non solo composizione fine a se stessa perciò ma molto di più.
Un liBro scorrevolissimo e piacevole da leggere, consigliatissimo a tutti coloro che vogliono godersi delle Buone lezioni di fotografia.
Peccato solo per il piccolo formato che non rende giustizia alle immagini.
Potete acquistare ad un Buon prezzo il liBro presso La LiBreria Grande sia online che, se potete, fisicamente.

Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop di Ulilearn con Piero Percoco in cui parlerà dell'utilizzo consapevole dello smartphone per creare un proprio linguaggio; un percorso che va dalla fase di scatto a quella di sviluppo fino all'utilizzo di Instagram come output di divulgazione.
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!

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B come Book - The people I like di Giovanni Gastel

Buongiorno e Buon lunedì!
Questa settimana non vi farò la consueta intro in cui annuncio la ormai scontata vittoria dello scudetto dell’Inter dato lo stop causa nazionale ma comunque ormai è fatta ragazzi purtroppo, diciamolo.
Parliamo piuttosto di cose più inter-essanti come i liBri va!
Oggi voglio rendere omaggio ad un grande fotografo scomparso da pochi giorni che ha lasciato un grande vuoto nella fotografia italiana: Giovanni Gastel.
Voglio infatti parlarvi di The people I like ed. Skira il liBro che è stato pubblicato in seguito alla omonima mostra esposta nel 2020 al MAXXI di Roma e composta esclusivamente da ritratti.
Barack OBama, Marco Pannella, Rosario Fiorello, RoBerto Bolle, Luciana Littizzetto, Miriam Leone, Vasco Rossi: sono questi alcuni soggetti fotografati dal maestro e inseriti tra i circa 200 ritratti che egli ha raccolto dopo anni in questo volume veramente straordinario.
Ritratti che all’inizio della carriera Gastel non amava particolarmente ma che poi nel corso degli anni sono diventati parte fondamentale del suo lavoro e un vero e proprio "timBro" che li rendeva riconosciBili e fortemente identitari nei confronti dell’autore tanto da parlare di "Metodo Gastel".
Dimostrazione che il ritratto non è "il catturare l’anima del fotografato" come spesso leggiamo nel meraviglioso mondo dei forum di facebook , ma è semplicemente un mezzo con cui il fotografo si serve per parlare in realtà di se stesso, delle sue esperienze, della sua visione, del suo sguardo servendosi del soggetto.
Ed è questo che rende unica quella foto e che rende uniche e fortemente identitarie in questo caso le foto di Gastel appunto, da cui emerge tutta quella sensiBilità e gentilezza che egli possedeva.
Bianconero o colore, gente molto nota o meno conosciuta poco conta: in questi ritratti c’è tutto lui.
Un liBro che lascia poco spazio alle parole e molto alle fotografie tutte da guardare e riguardare.
Tra le mie preferite c'è sicuramente quella alla straordinaria BeBe Vio che ci appare come uno dei supereroi Marvel, cosa che in effetti ha dimostrato di essere e quella all'amico fotografo Efrem Raimondi anche lui mancato da poco e a cui Gastel aveva dedicato nel giorno della scomparsa anche una delle sue poesie.
Voglio chiudere questa recensione con le parole dell'autore stesso, riportate nella quarta di copertina del liBro e che spiegano Benissimo ciò che potrete ammirare sfogliandolo: “ Dico sempre alla persona che sto per fotografare una frase che spiega come intendo io il ritratto-Io non sono uno specchio, io sono un filtro.Il ritratto che io farò di te sei tu, filtrato da quello che sono io( le mie paure, le mie gioie, le mie solitudini, le mie poesie); uscirai sotto forma di un’interpretazione di te. Io do la mia lettura che non è lettura assoluta. Io filtro attraverso tutto quello che ho letto, visto, studiato e ti restituisco…”
Un liBro immancaBile che sta diventando a causa della prematura scomparsa dell’autore piuttosto introvaBile.
Potete acquistarlo presso la Libreria Grande che da questa settimana diventerà il punto di riferimento dei miei articoli.
Ho deciso infatti di inserire il link per acquisto su una liBreria fisica e non sul solito link amazon per supportare le attività che lavorano sul territorio.
Visto che devo fare un lavoro gratis che l’eventuale compenso della vendita vada almeno a qualcuno che ha un volto che conosco.

Vi consiglio inoltre un interessante workshop di Ulilearn con Piero Percoco sull'utilizzo consapevole dello smartphone per creare un proprio linguaggio e per utilizzare instagram come output di divulgazione.
Davvero interessante a mio avviso!
A lunedì prossimo , come sempre con un liBro e con l’Inter campione d'Italia, naturalmente e purtroppo.

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B come Book- Il Photo editing di Leonello Bertolucci

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Dopo l'ennesimo weekend calcistico da dimenticare torniamo a parlare di liBri in questa che è la puntata numero 50( cinquanta! ndr) di B come Book, ruBrica nata un po' per gioco un paio di anni fa ma che ancora ho la costanza di portare avanti( non so come, né con quali energie).
Mi auguro che la troviate utile per conoscere alcuni volumi che sono stati importanti per il mio percorso fotografico e che magari potranno esserlo essere anche per il vostro.
Oggi voglio parlarvi di un argomento che molto spesso crea panico tra i fotografi: l'editing!
Premessa per i #fotografiinfluencerdiinstagramchefannoicorsisullediting( si,i corsi): l'editing E'la fase di scelta delle immagini per il racconto/progetto fotografico e NON E' la post produzione, cazzo.
Su, uno sforzino dai.
Fatta questa doverosa premessa e sottolineando il fatto che non esistono ad oggi delle regole assolute per scegliere le foto in un racconto, né dei "manuali" da prendere come una BiBBia, vi parlo oggi del liBro di un fotografo che stimo molto e che ho avuto il piacere di avere come lettore in diversi concorsi a cui ho partecipato nel 2020: sto parlando di Leonello Bertolucci e del suo " Il photo editing, scegliere le immagini nel racconto fotografico" ed.emuse.
In esso Bertolucci ci parla della delicata fase di editing appunto, una delle più complicate nella costruzione di un progetto fotografico in quanto la creazione della sequenza è fondamentale per rendere leggiBile il nostro intento ma è strettamente personale e in qualche modo dipende anche dal futuro contesto di fruizione del lavoro: una mostra non potrà cioè avere gli stessi criteri di editing di un liBro o di una storia su Instagram.
Scegliere le immagini è inoltre una fase molto complicata per il fotografo che le ha scattate, perchè molto spesso egli tende ad "innamorarsi" e a legarsi emotivamente ad alcuni scatti non accorgendosi magari che essi non sono congeniali al funzionamento del racconto stesso.
Ecco perciò svelato il motivo per il quale moltissimi autori si affidano per editare i propri lavori a figure importantissime come i photoeditor, capaci di osservare il lavoro con occhio meno emozionale e più "chirurgico".
Nel liBro Bertolucci non ci detta delle regole (che non esistono) , ma ci offre una serie di spunti e di considerazioni utili nella costruzione della sequenza unendoli ad aforismi sulla fotografia, suo marchio di faBBrica; un approccio che ci stimola quindi a capire come partire da un numero enorme di scatti ed arrivare ad un racconto organico, compiuto e ben leggiBile allo scopo di far comprendere il nostro intento.
Per farlo si procede molto spesso a ritroso, ovvero si osserva un racconto finito e si cerca di analizzarlo e di smemBralo per comprenderne struttura e "anima".
11 capitoli veramente interessanti da leggere e rileggere attentamente per accrescere la capacità di selezione delle immagini al fine di realizzare al meglio lo scopo principe della fotografia: raccontare qualcosa.
Potete acquistare il libro QUI.

Questa settimana voglio poi consigliarvi una cosa davvero speciale ovvero la Masterclass di Ulilearn La Fonderia con Stefano de Luigi a cui ho deciso di partecipare e che ha ancora un posto disponibile.
Un lungo percorso di 9 mesi per tutti coloro che vogliono lavorare ad un progetto personale ed estendere il proprio linguaggio visivo assieme al 4 volte wpp.
Un'occasione davvero unica ad un prezzo speciale.

Oggi infine inizierà il mio "Indagine su un fotografo al di sopra di ogni sospetto", un per-corso che durerà per 7 settimane mirato a costruire delle solide basi su cui poi andare a sviluppare il proprio linguaggio fotografico.
Felice che la classe sia al completo e molto emozionato di iniziare!
Daje"!
A lunedì prossimo, come sempre con un libro e con esiti calcistici ormai scontati.

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B come Book- Confini di Umanità di Paolo Pellegrin

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"Da quassù la terra è Bellissima, senza frontiere né confini"
Yurij Gagarin, primo uomo a volare nello spazio, 12 aprile 1961

Buongiorno a tutti!
Iniziamo con questa stupenda frase la ruBrica di oggi, tornata dopo una settimana di Buca causa impegni lavorativi eccessivi #stanchezzaportemevia con un liBro davvero attualissimo ed emozionante ovvero Confini di umanità del grande Paolo Pellegrin.
Fotografo dalla spiccata sensibilità e membro dell'agenzia Magnum, Pellegrin ha vinto numerosi premi per i suoi lavori di reportage nelle zone più complicate del pianeta ed è per questo uno dei più conosciuti ed apprezzati al mondo.
Questo liBro nasce dalla mostra che il fotografo ha presentato a Pistoia recentemente ed è una vera chicca a mio avviso.
Si potreBBe star qui a parlare due ore anche solo del titolo o meglio delle due parole principali: CONFINI di UMANITA'.
Il confine, ovvero quella linea immaginaria fatta apposta per dividere popoli, decisa da chissà chi e per cui ci si scontra, si lotta, si fomentano odi e per cui si muore a volte, evocata con estrema leggerezza da tanti politici che giocano sul solleticare le pance della gente.
Ci dimentichiamo però spesso che in quei confini c'è un'umanità che soffre.
Ed è proprio qui che Paolo Pellegrin entra in gioco con le sue fotografie meravigliose, raccontandoci le tante storie recenti di guerre e di confini non in maniera diretta ed esplicita , ma lasciando spazio alla fantasia del lettore.
Le sue foto infatti, a volte sfocate, a volte non facilmente leggiBili ad un primo sguardo, non ci raccontano tutto ma sono ridotte al minimo indispensaBile e perciò lasciano spazio all'immaginazione dandoci quegli input che ci permettono di entrare e capire la condizione umana, al centro di tutto.
I dettagli fanno la differenza e ci svelano molto su questi drammi raccontandoci un'umanità divisa, ferita e dolorante ma raffigurata con un estremo rispetto per la dignità dell'uomo.
Troverete nelle sue foto molte delle vicende più difficili dei nostri giorni: dalle rivoluzioni araBe del 2011, all'eterno conflitto Palestina/Israele, al dramma dei migranti ma anche le tante frontiere che generano violenze e che non sono geografiche, come quella del colore della pelle.
Un liBro da acquistare ad occhi chiusi e da leggere ad occhi e cuore aperto per non dimenticarci che in fin dei conti è lo stesso mondo in cui viviamo noi.
Vi linko come sempre per l'acquisto
Fate i Bravi.;)

B come Book- Il Fotografo

date » 21-05-2018 10:21

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Buongiorno ragazzi e buon lunedì! Oggi voglio parlarvi non di un libro ma di una rivista: il Fotografo, Sprea Editore.
Molto spesso i ragazzi dei miei corsi mi chiedono un consiglio su cosa acquistare in edicola. Ed io non ho dubbi a consigliare questa rivista meravigliosa, dove i tecnicismi e le diavolerie vengono messi in secondo piano e dove si parla di cultura fotografica.
Per spiegare bene questo concetto prendo spunto da una frase dell’editoriale del direttore Denis Curti presente in questo mese: "A me pare che tutta questa nitidezza non faccia bene agli occhi e tantomeno al cuore”.
La rivista è sempre ricca di spunti e riflessioni utili, in questo numero in particolare segnalo un articolo interessante sul grande Fulvio Roiter , uno sulla grande mostra "I have a dream" , un’esposizione che racconta la condizione degli afroamericani dall’abolizione della schiavitù fino agli anni 60 del 900.
Inoltre Leonello Bertolucci racconta una storia che riguarda la musica e la fotografia ovvero fotografare per la rivista Rolling Stone.
Oltre a questo le consuete rubriche dedicate ai lettori e i consueti approfondimenti di rassegne e monografie.
Vi consiglio vivamente di leggere questa rivista cui sono legato anche a causa del fatto che ho avuto l'onore di due diverse pubblicazioni su due miei lavori che potete trovare nella sezione Credits del mio sito!D'orciaParcia e LA-QUI-LA
B-uona lettura, sostenete il Fotografo, andate in edicola!

StreetPhotographyWeekend

date » 16-04-2018 09:42

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Lo ammetto.
Questo B-log è stato abbandonato a se stesso da un po di tempo a questa parte.
E di questo mi pento e mi dolgo con tutto il cuore(cit.).
Ma ora, grazie alla funzione sveglia del mio iPhone, mi impegno qui a tenere almeno settimanalmente ogni lunedì una rubrica dove si parlerà dei libri di fotografia che a mio avviso vale la pena leggere e che non devono mancare nella vostra libreria.
Lo faccio perché credo molto nel fatto che senza cultura fotografica si può avere la macchina più performante del mondo, ma si comunica ben poco.
E la fotografia è un linguaggio.
Quindi da lunedì prossimo inizierò a fracassarvi i cosiddetti...intanto guardatevi le foto che il mio Amico Balda (alias Stefano Baldacci) ha fatto nel bel weekend di street che abbiamo tenuto alla FlyZone ,qui A Tuoro sul trasimeno , in compagnia di Angelo Ferrillo, massimo esponente del genere in Italia e mio caro amico.
Sono stati due giorni intensi, ma credo molto interessanti.
Per questo ringrazio i partecipanti ed i miei amici che (da volontari) mi hanno aiutato ad organizzare il tutto.
A lunedì!
Vi abbraccio tutte(e va bene, tutti)

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