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B come Book- Sale Sudore Sangue di Francesco Zizola

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro.
Il mondo della fotografia è profondamente scosso dalla prematura scomparsa del maestro Giovanni Gastel, fotografo eccezionale oltre che persona davvero squisita, elegante e gentile.
A lui il mio caro saluto.
E' davvero un periodo triste e complicato questo non c'è che dire.
Nel mio piccolo io provo a regalarvi un momento di svago e di approfondimento culturale in questo mare di pessimismo.
Ecco, proprio di mare voglio parlarvi oggi attraverso un liBro che ho acquistato circa due mesi fa e che ho apprezzato veramente molto: sale sudore sangue del grandissimo Francesco Zizola, ed. postcart.
Partendo dalla sua passione per il mare Zizola indaga sulla delicata e antica pratica della pesca con la tonnara, seguendo per circa 6 anni i pescatori di tonno rosso tra Sardegna e Sicilia e documentandone la vita, le usanze , i dettagli e quindi fotografandone l'essenza.
Con questa straordinaria sequenza di fotografie in Bianconero introdotte da un testo di Emilio Salgari, Zizola ci porta nella profondità dei mari e al tempo stesso ci esorta a farlo anche con questa tematica, suggerendoci di andare al là della superficie delle cose.
La pesca con la tonnara è infatti un'antica pratica millenaria che ad un primo sguardo potreBBe apparire solo una pratica cruenta "senza cuore" in un periodo come questo dove l'attenzione per il "cruelty free" è giustamente altissima.
In realtà questo tipo di pesca è una delle più sosteniBili in quanto a differenza dei moderni metodi come quello della circuizione mirati ad un uccidere il più alto numero di esemplari senza alcuna differenza tra giovani e vecchi, è strettamente mirata ai tonni più anziani.
Attraverso delle lunghe reti infatti si costringono i tonni rossi in ampie zone di mare sotto il controllo dei "tonnarotti" ( ovvero i pescatori) e del loro ras che aspettano il momento più adatto per iniziare la pesca, preservando gli esemplari più giovani per la riproduzione e per la pesca dell'anno successivo.
Con la sua sequenza Zizola ci racconta con una straordinaria efficacia di linguaggio tutto questo, fotografando i coltelli e gli strumenti dei pescatori, le scene di vita quotidiana, le pratiche e cercando anche prospettive particolari come quella suBacquea o quella aerea.
Su tutto svettano i volti dei "tonnarotti" scolpiti dal sole e dal sale, i cui ritratti sono realizzati con maestria attraverso un Bianconero intenso che rende la texture della pelle di questi uomini la vera protagonista assoluta delle fotografie.
Un racconto complesso e completo che ci invita a guardare al di là della superficie delle cose per non arrivare a facili giudizi, ma che anzi ci esorta ad un maggiore sforzo critico per guardare in profondità le cose, ragionando sul fatto che esistono ancora relazioni rispettose tra uomo e natura.
Recentemente ho partecipato ad un interessante workshop con Zizola che infatti ci ha rivelato che questo lavoro fa parte di un progetto più ampio che sta portando avanti da alcuni anni sulla sosteniBilità uomo-amBiente .
Come sempre non dandoci delle risposte ma ponendoci delle domande.
Un liBro favoloso che potete acquistare qui.
A proposito di liBri questa settimana voglio poi consigliarvi un'interessante Workshop di Ulilearn sull'arte del Books making , mirato a conoscere gli steps necessari per trasformare il tuo progetto in un liBro fotografico e a cura di Fiorenza Pinna.

Infine voglio ricordarvi che lunedì prossimo parte Indagine su un Fotografo al di sopra di ogni sospetto il mio per-corso di fotografia rivolto a chi ha già delle Basi di tecnica fotografica ma vuole fare uno step in più e trovare il proprio linguaggio.
E' disponiBile UN SOLO posto ancora perciò se siete interessati CONTATTATEMI!
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!





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B come Book- Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi di Joel Meyerowitz

Buongiorno a tutti e Buon Lunedì!
Dopo un weekend che ha sancito definitivamente lo scudetto dell'Inter e l'uscita certa dalla pandemia eccomi qua a consigliarvi un'altra Buona lettura tra quelle della mia liBreria.
Tra poco prenderà il via una nuova iniziativa che ho pensato per tutti coloro che vogliono costruire delle Basi solide per il proprio linguaggio fotografico: un percorso di fotografia mirato a mettersi in discussione e ad acquisire consapevolezze nuove.
Voglio quindi consigliarvi un liBro che ha proprio questo scopo ovvero "Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi" del grande Joel Meyerowitz che per la terza volta fa la sua apparizione a B come Book ( sarà un caso?).
Il liBro semBra essere dedicato esclusivamente ai ragazzi appunto, ma a mio avviso andreBBe letto dai fotografi di qualunque età perchè insegna ad osservare, ad essere curiosi e ad andare al di là della superficie delle cose.
L'avvento del digitale infatti ha sicuramente avuto degli enormi vantaggi avvicinando al mondo della fotografia molte persone ma allo stesso tempo ha portato i più a fermarsi all'apparenza di una foto Ben (ri)uscita dalla macchina fotografica e al facile metodo del like, senza imparare ad osservare ciò che c'è in realtà dietro ad uno scatto.
Meyerowitz attraverso questo liBro fa proprio questo, scegliendo trenta foto di trenta grandi autori ci porta infatti a scoprire strumenti essenziali quali ad esempio il tempismo, l'intuito e la capacità di essere dentro una scena che questi fotografi hanno utilizzato per la costruzione delle loro immagini, portandoci a comprenderle maggiormente ed in profondità.
Tutto questo mirato a rendere questi strumenti consapevoli in chi scatta, al fine di usarli a proprio piacimento per raccontare il mondo come lo si vede.
Da Atget a Cartier-Bresson, da Davidson ad Avedon, da Ghirri a Parr un vero e proprio viaggio nella fotografia degli ultimi 100 anni consigliato fortemente a tutti ed in particolare modo ai fotografifenomenidiinstagram che pensano di aver inventato qualcosa e che non hanno capito ancora che tutto è già stato fatto e che loro non hanno inventato proprio un cazzo.
Dai, su via aiuto...il libro potete comprarlo qui.
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop di Ulilearn con Giulio di Sturco che ci parlerà di come creare un linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.
Buona lettura e buona settimana a tutti, con il consueto ottimismo.

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B come Book - Zingari di Josef Koudelka

Buongiorno a tutti e Buon inizio settimana!
Sono qui anche oggi per consigliarvi un Buon liBro sempre che ne troviate il tempo.
Si perchè qui tra storie su instagram, post su facebook, reels, video tik tok e non ultime sessioni infinite su cluBhouse mi chiedo dove si possa trovare il tempo per leggere( e per vivere).
Ma ok, tolta la vena polemica son qua per parlarvi oggi di uno dei pilastri fondamentali nella mia BiBlioteca ovvero Zingari di Josef Koudelka, un liBro che a mio avviso non possiamo non conoscere se amiamo la fotografia.
Koudelka nasce nel 1938 in una Cecoslovacchia che di là a poco diventerà punto cruciale nell'inizio della grande tragedia della seconda guerra mondiale.
Terminati gli studi in ingegneria inizia a scattare le sue prime fotografie per hoBBy fino a diventare fotografo professionista alla fine degli anni 60 e da lì a poco memBro della prestigiosa agenzia Magnum.
Reso famoso per le foto dell'invasione sovietica di Praga del '68 il suo lavoro più iconico resta però Zingari appunto, in cui seguì per moltissimi anni le popolazioni romanì in diverse regioni dell'Europa dell'est con scatti entrati di diritto nell'olimpo della fotografia.
Il liBro può essere definito un "work in progress" perenne in quanto Koudelka dalla prima edizione pensata e mai puBBlicata del 1968 alla prima puBBlicata del 1973 fino all'ultima versione tascaBile del 2019 ha perennemente integrato, cambiato e migliorato la sequenza cercando sempre un forte impatto emotivo nel lettore.
Egli non ha mai saputo spiegare con precisione cosa lo aBBia spinto a fotografare gli"zingari"; forse la sua passione per la musica gitana o forse come ha più volte sottolineato perché è stato sempre "attratto da ciò che giunge alla sua fine e che presto sparirà".
Questi popoli infatti rappresentano da sempre un sui generis nel cuore dell'Europa e infatti specialmente negli ultimi secoli sono stati fortemente osteggiati e visti come un intralcio nella costruzione di società "indottrinate" in quanto difficilmente integraBili.
Nel liBro Koudelka ci porta all'interno delle comunità "zingare" con l' ampia profondità di campo del suo grandangolo da 25 mm e con composizioni a mio modo di vedere perfette, il tutto senza intenti documentaristici né etnografici ma semplicemente frutto della visione personale del fotografo.
Un'evoluzione insomma del linguaggio del suo maestro Bresson realizzato con qualcosa di più emotivo e intimo rispetto al mero approccio virtuosistico del momento decisivo.
La sequenza delle più di 100 fotografie scattate tra Ungheria, Romania, Slovacchia, Boemia e Moravia ci mostra usi, costumi e tradizioni, orgoglio e pregiudizio, precarietà di condizioni e dignità , contraddizioni e complessità, crudeltà e dolcezza tutto rigorosamente in Bianconero.
Un viaggio vero e proprio che, per quanto mi riguarda ho trovato estremamente fedele alla realtà.
Durante le fasi di ripresa del mio lavoro Star-Off,Kosovo ho potuto toccare da vicino alcune di queste realtà che nel corso degli anni non semBrano essere così mutate da allora.
Un vero pilastro insomma da tenere assolutamente nella vostra liBreria e consigliato a chi ama le composizioni forti, i momenti decisivi ma con un forte impatto emotivo.
Potete trovare il liBro qui sia nella versione tascabile che in quella normale.
Questa settimana voglio poi consigliarvi un interessante workshop con Giulio Di Sturco in cui il fotografo ci spiegherà come trovare un nuovo linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.

Voglio infine dedicare l'articolo di oggi e più in generale tutta questa ruBrica ad un vero e proprio maestro venuto a mancare improvvisamente la scorsa settimana e che molto mi ha insegnato e ispirato, Efrem Sergio Raimondi.
Ciao Efrem, per sempre con me!

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B come Book- New York in Color 1952-1962 Ernst Haas

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Dopo questo weekend calcistico da dimenticare ( non accetto commenti a riguardo) Buttiamoci sui liBri, ultimo rifugio di serenità.
Oggi ragazzi vi tiro fuori una delle BomBe della mia liBreria a cui sono particolarmente affezionato in quanto l'autore è uno dei miei preferiti in assoluto, pioniere nell'uso del colore in anni in cui era considerato poco artistico e il cui uso era relegato a meri scopi puBBlicitari.
Sto parlando dell'immenso Ernst Haas, fotografo austriaco di origine eBraiche che dopo la seconda guerra mondiale iniziò il suo percorso fotografando il rientro dei prigionieri di guerra austriaci.
Gia’ con questi primi scatti egli attirò l’attenzione di Life, che gli offri’ un contratto da fotografo interno alla rivista che Haas rifiutò per preservare la sua indipendenza, faro assoluto di tutta la sua carriera.
Il liBro di cui parliamo oggi ovvero New York in Color 1952-1962 è un omaggio alla Grande Mela, la città che Haas aveva scelto come luogo per vivere e per lavorare ma che poi diventò la sua vera e propria musa ispiratrice.
Sfogliandolo siamo totalmente immersi nella città, nei suoi odori, sapori e soprattutto nei suoi colori.
Il colore già, il vero protagonista nelle foto di Haas che fece dell'uso sapiente delle pellicole Kodacrome il suo marchio di faBBrica.
Per capire Bene il contesto in cui siamo dobbiamo ricordare che in quegli anni le pellicole a colori non erano performanti come quelle in Bianconero; la prima Kodacrome era infatti una pellicola estremamente "lenta" con una sensibilità paragonaBile a circa 10 ISO di oggi!!
Il suo uso era perciò altamente sconsigliato ad una fotografia dinamica e fatta di "momenti decisivi" come quella di strada.
Tuttavia Haas fece di questo difetto il suo punto di forza creando un vero e proprio linguaggio, quello del mosso creativo a colori; qualcosa di più profondo e istintivo che attraverso le sue fotografie poneva domande più che dare risposte.
Le sue non sono infatti le classiche fotografie documentarie ma appaiono come delle vere e proprie "poesie visive" con un magistrale uso del contrasto e del colore, in particolare modo del rosso intenso della pellicola Kodacrome.
Oltre al mosso troviamo altre istantanee di vita quotidiana: manifesti strappati, luci e omBre, visioni dall'alto e moltissimi riflessi, parallelismo azzeccato con la città del vetro per antonomasia.
Insomma un vero e proprio viaggio straordinario e onirico che vi consiglio in un momento come questo dove viaggiare non si può.
Haas riuscì nel 1962 ad esporre al Moma di New York la sua prima mostra a colori che tuttavia non ricevette numerose recensioni ma che poi con gli anni ha avuto i giusti riconoscimenti e che ha fatto dell'autore il vero e proprio pioniere del colore ben 14 anni prima di Egglestone.
Se volete acquistare il libro lo trovate qui!
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop con Tommaso Bonaventura che ci parlerà di come finanziare un progetto fotografico dall'analisi della domanda alla ricerca fondi e alla costruzione di una nuova competenza.
A lunedì prossimo, speriamo con degli esiti calcistici differenti!

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B come Book- Pornoland di Stefano De Luigi

date » 01-02-2021 08:45

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tags » stefano de luigi, de luigi, pornoland, contrasto, libri fotografia, b come book, fabio magara, fly photo,

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
In questo clima di perenne incertezza politica e di viaggio verso la catastrofe ma con ottimismo ci ancoriamo alle certezze che la vita ci offre: i liBri!
Molti di voi mi scrivono in privato chiedendomi perchè parlo spesso di autori del passato.
Le ragioni sono essenzialmente due.
La prima è che come sempre faccio il cavolo che mi pare ( ho corretto il termine lo ammetto) e la seconda è che senza le Basi dobbiamo scordarci le altezze.
Però ragazzi vi voglio Bene e per questo ho deciso di accontentarvi oggi parlandovi di un autore contemporaneo vincitore per Ben 4 volte del World Press Photo oltre che di un Getty Grant e di un premio Days Japan: Stefano De Luigi.
Ho conosciuto Stefano durante un interessante workshop che ho fatto un paio di mesi fa e che potete trovare on demand qui ad un ottimo prezzo in cui ci spiegava come trasformare un'idea in un progetto fotografico.
E torniamo qui al discorso delle Basi.
Detto questo il liBro di cui vi parlerò oggi è Pornoland ( 2004 Contrasto), un racconto fotografico realizzato in diverse città del mondo sui set cinematografici porno e che contiene oltre alle fotografie un testo di 16 pagine dello scrittore inglese Martin Amis.
De Luigi ci accompagna nel dietro le quinte di un mondo fantastico e immaginifico dove l'apparenza e la finzione sono il punto cardine, dove i set sono spesso improvvisati ed i film vengono terminati a volte in un solo giorno.
Dove insomma niente è come semBra.
Nonostante questo egli racconta questo universo cercando di non limitarsi alla superficie delle cose ma indagando più in profondità e senza facili moralismi avventati: ecco che allora trovano spazio anche momenti di intensa spontaneità e quotidianità degli attori-macchine che appaiono più umanizzati che mai.
L'autore al contrario dei film che racconta non scopre ma nasconde, non dimostra ma evoca.
Il tutto con l'uso sapiente dello sfocato e del mosso ,senza mai apparire lontano dalla scena e attraverso colori intensi e vividi, simbolo del consumismo della nostra epoca.
Un parallelismo all'eccesso se vogliamo con la società dei social media di oggi dove l'apparenza regna e soverchia indiscussa.
Insomma un liBro consigliatissimo a tutti coloro che amano andare al di la del proprio naso e che tra l'altro trovate anche ad un prezzo veramente interessante!!!.
Fateci un pensierino!
A lunedì prossimo, verso la catastrofe ma con ottimismo.

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B come Book- William Klein, il mondo a modo suo

Buongiorno e Buon lunedì gente! Come state??
Dopo questo straordinario weekend calcistico( era doveroso dirlo) torniamo a parlare di cultura e lo facciamo con un autore a mio avviso...immenso!!! William Klein!
Un personaggio difficilmente omologaBile e impossiBile da descrivere in poche righe poiché ha frequentato tantissime forme espressive lasciando il segno in ognuna di queste: fotografo, cineasta, pittore, scrittore, grafico..insomma un'artista a 360 gradi.
Anticonformista ed antiperBenista come pochi, Klein si avvicina al mondo della fotografia in anni in cui il rigoroso ordine Bressoniano del momento decisivo è diventato regola, canone e tendenza e lo sovverte completamente attraverso un linguaggio completamente nuovo ( ma, paradosso dei paradossi, con la fotocamera che fu di Bresson stesso).
Fotografie mosse, tagliate, sfocate a volte, piene di grana, a volte Bruciate realizzate con un grandangolo "sBattuto" in faccia ai soggetti e non con il tradizionale 50 mm: un vero e proprio schiaffo ai canoni del fotogiornalismo dell'epoca.
Il suo " Life is Good & Good For You in New York: Trance Fitness Revels" ( il titolo è già un programma) è un capolavoro assoluto( introvaBile), inno all'energia e alla vitalità della grande mela ma che allo stesso tempo ci presenta una New York particolarmente "Brutta , sporca e squallida" che gli americani rifiutano persino di vedere e quindi di puBBlicare.
La stessa sorte toccò ad un'altra pietra miliare della fotografia ovvero "The americans" di Robert Frank come ricordate ( permalosetti gli americani?!?).
Il liBro viene pubblicato però a Parigi, Roma e Londra e inizia a diffondersi in tutto il mondo diventando uno dei capolavori di sempre.
Klein continuerà la sua indagine sulla società a Tokyo, Mosca, Parigi e Roma (al fianco di Fellini) offrendoci altre fantastiche perle e diventando uno dei fotografi di riferimento della generazione degli anni 60-70 che, come lui, voleva sovvertire le regole.
Il liBro che vi presento oggi ovvero "William Klein, il mondo a modo suo" è stato realizzato in occasione della mostra omonima tenutasi a Milano nel 2016 e contiene una raccolta delle sue opere più importanti realizzate in sessant'anni di carriera: dalle prime composizioni astratte alle strade di New York, da Roma alle pagine di Vogue fino ai suoi innovatori film pop a colori e agli scatti di Muhammad Alì sul ring.
"Niente regole, niente divieti, niente limiti".
Un viaggio controvento nello straordinario mondo di William Klein, fotografo faro di indipendenza che appare oggi più che mai rivoluzionario nell'epoca della dittatura stilistica di Instagram.
Chissà se lo conoscono i "photographer influeceeeeer." Bah.
Se volete acquistare il libro potrete trovarlo qui
Vi segnalo poi un evento molto interessante per tutti coloro che vogliono arricchire la loro formazione fotografica, ovvero "La ricerca fotografica", un workshop interamente onlìne di Ulilearn con Valeria Cherchi, artista che pone l'accento sul valore della ricerca e che ci indicherà come creare una Base solida per la realizzazione di un progetto.
Ci vediamo lunedì prossimo, speriamo con gli stessi risultati della serie A.
FaB









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B come Book- Neapolitan wedding di Francesco Cito

BBBBBBBBBBuongiorno!
Dopo alcuni mesi di latitanza torno a tediarvi con B come Book, la mia ruBrica sui liBri fotografici che d'ora in avanti tornerà a tenervi compagnia ogni lunedì e ogni settimana per la vostra gioia( era ironica).
In questi mesi la mia BiBlioteca si è allargata parecchio a causa del tempo trascorso a casa e allora ieri pensavo...con che cavolo di liBro potrei ricominciare?
Me li son guardati tutti e alla fine ho scelto un capolavoro del maestro Francesco Cito che con questo lavoro ha vinto un piccolissimo contest su facebook...mi pare...o cose simili..ah no il World Press Photo.
Stiamo parlando di neapolitan wedding, zoom edition, un liBro difficilmente reperiBile ormai ma che se vi capita l'occasione non potete non acquistare.
Perchè direte voi dovrei comprare un liBro che parla di matrimoni?
Ma perchè ve lo consiglio io e quindi questo dovreBBe Bastarvi.
Ma soprattutto perchè Cito realizza un capolavoro assoluto.
Travestendosi da fotografo di matrimonio, o meglio da aiuto fotografo il grande fotoreporter ci mostra uno spaccato di due mondi che nel giorno del matrimonio si incontrano, quello dei fotografi e quello degli sposi svelandoci i trucchi e le diavolerie attuati per le foto, le pose e le ambientazioni e nello stesso tempo raccontando il matrimonio dei due sposi col suo grandangolo, senza isolarli dal contesto ma anzi contestualizzandoli in scene di ordinaria quotidianità normalmente "Bandite" dall'alBum di nozze.
Per farlo non sceglie una città a caso, ma quella che fa della teatralità, della fantasia e dell'esuBeranza un must assoluto: la sua Napoli, luogo in cui il rito del matrimonio diventa di estrema importanza.
Uno straordinario backstage, un "controreportage" che si insidia nelle fibre dell'evento e ce lo racconta antropologicamente con un linguaggio, diretto, ironico, "sporco" ma incredibilmente efficace.
Tutto rigorosamente in Bianconero, senza fronzoli.
Un volume che non può mancare nella liBreria di tutti coloro che amano la fotografia con la F maiuscola.
Per tutti gli altri ci sono i gruppi facebook.
Se volete acquistare il libro potete provare a rivolgervi ad uno dei pochi punti vendita dove era reperibile ovvero il Mondadori Bookstore Barletta .
Difficilmente troverete altri canali, portafogli pieni a parte.
Hasta la vista, a lunedi prossimo!

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B come Book- Sulla fotografia di Susan Sontag

date » 12-06-2019 09:04

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Buongiorno e Buon luned...oh cazzo è mercoledì!
Eh si , dimenticavo che causa impegni coi miei matrimoni la ruBrica è spostata al mercoledì per permettere anche a me di vivere un pochino..quindi ricomincio.
Buongiorno e Buon mercoledì, come sempre con un liBro!
Oggi parliamo di HDR, timbri clone e levigatura pelle della modella.
Ma anche NO.
Oggi parliamo in realtà di un liBro-saggio molto importante e con diverse riflessioni interessantissime ovvero Sulla fotografia di Susan Sontag.
Scrittrice, regista, teorica del movimento di liBerazione della donna e dell'opposizione radicale americana, la Sontag fu una grande intellettuale mancata purtroppo nel 2004 a causa della leucemia.
Numerosi sono i suoi liBri tra cui il romanzo storico L'amante del Vulcano, il più famoso.
C'è però un legame stretto che sente con la fotografia che la affascina da sempre e che si rafforzerà più tardi quando diverrà compagna di vita fino alla fine dei suoi giorni con la grande Annie LeiBovitz di cui abbiamo parlato nella ruBrica da poco tempo.
Il saggio di cui vi parlo oggi ovvero Sulla fotografia -Realtà e immagine nella nostra società, è una serie di riflessioni approfondite appunto sulla fotografia come linguaggio, senza mai parlare di tecniche e tecnicismi da smanettoni ma piuttosto raccontando la storia della fotografia (in particolare modo quella americana) ,la sua evoluzione nel tempo e l'enorme potere che possiede.
Ci racconta il legame tra la fotografia e le altre arti figurative e lo fa con un linguaggio colto ma nello stesso tempo chiaro e senza fronzoli, lasciando sicuramente il lettore non indifferente.
In particolare mi sono piaciute molto le riflessioni sui grandi fotografi americani( dalla ArBus a Evans) e su cosa questi grandi hanno lasciato con le loro opere al mondo.
A mio avviso questo testo è fondamentale al giorno d'oggi perchè lo straripare della fotografia o meglio delle immagini, ci fa perdere il filo su cosa rappresenta la fotografia come linguaggio e modo di comunicare.
"Dobbiamo imparare a vedere di più, ad ascoltare di più, a sentire di più”; questa è solo una delle tanti frasi importanti che troviamo nel testo veramente colmo di ispirazione per chi si vuole avvicinare in modo intelligente alla fotografia.
Ve lo consiglio vivamente, anche se non è una lettura da portare sotto l'omBrellone ma visto che io odio gli omBrelloni e non vado al mare mai in estate ve lo suggerisco lo stesso.
Vi linko come sempre per l'acquisto!
Lo trovate pure in offerta!
Ciao Belli!!!

B come Book- Only Human Martin Parr

date » 13-05-2019 08:49

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Buongiorno e Buon lunedì a tutti, come sempre con un liBro!
Una delle domande che mi fanno più frequentemente è : "Chi è il tuo fotografo preferito?".
Dopo aver alzato gli occhi al cielo generalmente mi accorgo che non so realmente rispondere a questo, perché sono stato influenzato ed apprezzo il lavoro di molti, ma tra questi sicuramente c’è Martin Parr, un mostro sacro che adoro.
Il liBro di cui voglio parlarvi oggi ,Only Human, riunisce gli scatti più importanti e noti del fotografo Britannico più celebre e amato ed è nato da una mostra presente in questo momento a Londra, la più ampia mai esposta in precedenza dal Parr.
Le fotografie sono imperniate sulle aBitudini,le attitudini, i costumi , i colori e i comportamenti più o meno Bizzarri di persone provenienti da ogni angolo del pianeta, ma con un’attenzione particolare alle ironiche e irriverenti osservazioni sul concetto di Britishness.
Dopo avervi parlato in passato del liBro forse che apprezzo più, The Last Resort, vi consiglio vivamente di acquistare questo volume.
Troverete tutti i marchi di faBBrica del fotografo e tutta la sua ironia tagliente , il tutto molto attualizzato in quanto tra gli argomenti presenti si parla anche di "Gran Bretagna al tempo della Brexit" e "The estaBlishment".
Da segnalare anche all’inizio del liBro i fantastici autoritratti di Parr, un misto tra ironia e trash veramente da 10 e lode.
Due saggi del curatore Phillip Prodger accompagnano il lavoro, con un'introduzione di Grayson Perry e testi taglienti dei fotografi Schimid e Singh.
Cosa aspettate ancora? Questo è il link per l’acquisto amazon oppure come sempre andate in libreria che è meglio( cit.puffo Quattrocchi)
Se sentimo!!!!

B come Book- La Guerra, una storia siciliana Tony Gentile

date » 06-05-2019 09:07

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Oggi vi parlerò di uno straordinario volume che ho recentemente acquistato ovvero La guerra, una storia siciliana di Tony Gentile con un racconto di Davide Enia.
Un liBro che mi ha veramente appassionato, colpito e che mi ha lasciato tante sensazioni nel cuore e nella testa.
Ci sono periodi nella vita che faticherai a scordare anche se vissuti da BamBino: è questo il caso dei primi anni 90 quando la guerra di mafia in Sicilia raggiunse il suo apice.
Avevo solo 11 anni quando il giudice Falcone e, a distanza di poco tempo, il Giudice Borsellino persero la vita in due tragici attentati.
Ricordo perfettamente il clima che si respirava in Italia in quel momento, i funerali, le dirette tv, i racconti dei miei genitori sull'accaduto e una domanda che mi frullava sempre in testa: Perchè?
Crescendo e coltivando la mia grande passione per la storia moderna ho letto molto su quel periodo, forse cruciale per questo paese come mai e culminato forse nell'ennesima occasione persa per cambiare veramente le cose.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
E così è stato.
Tra tutti i liBri che ho letto sull'argomento questo è uno dei pochi che ti fa sentire dentro quel periodo.
La forza straordinaria delle fotografie di Tony Gentile e la sequenza scelta, associata con un racconto Bellissimo di Davide Enia mi fa tornare a quando ero BimBo e vedevo certe immagini dalla televisione e nello stesso tempo mi fa sentire immerso nella Sicilia di quei anni, nelle sue strade, nei suoi colori, sapori, linguaggi e contrasti.
Un fantastico documento che vi consiglio vivamente in cui troverete tutti i protagonisti di quella stagione in fotografie divenute ormai iconiche ed eterne.
Compratelo in liBreria poichè su Amazon è reperibile difficilmente se non in lingua inglese, NON VE NE PENTIRETE.
Ciao Beddi!

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