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B come Book- Last Call di Harry Gruyaert

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro!
Dopo l'articolo di oggi B come Book si prende una meritata pausa estiva!
Gli impegni per me cominciano ad essere tanti e il tempo a disposizione sempre lo stesso...perciò tornerò a settemBre con nuovi interessanti titoli.
Niente paura però.
I tanti amici che seguono questa ruBrica e che ringrazio puBBlicamente per il sostegno e l'apprezzamento potranno continuare a leggere i miei consigli e le mie recensioni ogni settimana: ogni lunedì infatti ricondividerò un vecchio articolo del B-log con un volume interessante da acquistare.
Per non perderci di vista.;)
Oggi voglio salutarvi con un meraviglioso liBro di uno tra i più grandi coloristi europei, il belga Harry Gruyaert ed il suo Last Call.
Tra i pionieri nell'uso del colore tra gli anni '70 e '80 assieme a grandi nomi illustri come Saul Leiter, Stephen Shore o William Egglestone, Gruyaert con questo lavoro ci porta nei "non-luoghi" per eccellenza, gli aeroporti e ci mostra le atmosfere sospese di questi in fotografie raccolte in 40 anni di viaggi in tutto il mondo.
L'aeroporto diventa teatro e scena con i suoi giochi di luce e riflessi, con le sue trasparenze ed il suo essere terra di mezzo, mentre i passeggeri attraverso i loro gesti, i loro sguardi, le loro attese diventano attori inconsapevoli di questa straordinaria opera.
L'autore spinge al massimo il contrasto tra "dentro e fuori", tra l'attesa nel partire ed il viaggio e lo fa giocando spesso con le architetture, le vetrate, le Barriere riuscendo perfettamente a far percepire questo non-luogo in tutta la sua complessità e magia allo stesso tempo.
Il tutto con un uso magistrale del colore e con composizioni impeccaBili e complesse che a volte ci appaiono quasi delle doppie esposizioni; inoltre Gruyaert inserisce spesso nelle inquadrature i numerosi simBoli grafici che popolano gli aeroporti e che diventano elementi importanti per la struttura della composizione stessa.
Insomma raga, una chicca da non perdere.
Confesso di averlo sfogliato spesso nell'ultimo anno perchè in qualche modo mi piaceva rivivere le atmosfere intriganti, misteriose e magiche degli aeroporti che per ovvie ragioni non potevo frequentare e che il liBro riusciva ad evocare.
E' un volume senza fronzoli: una breve introduzione dell'autore, una cinquantina di foto stampate su un'ottima carta e in fondo i luoghi dove sono state scattate.
Se cercate lavori più corposi di Gruyaert potete virare su altro ma se volete guastarvi questo "prima di partire per un lungo viaggio" il liBro fa al caso vostro.
Potete trovarlo come sempre alla LiBreria Grande!

Questa settimana voglio poi consigliarvi una BomBa di Ulilearn ovvero Idea LaB con Tommaso Bonaventura, una sorta di laBoratorio concettuale durante il quale acquisire un approccio metodico capace di mettere in discussione le idee.
L'oBiettivo del percorso è di rendere un lavoro potenzialmente interessante agli occhi di photo-editor, galleristi, fondi o istituzioni.

Grazie a tutti quelli che seguono questa ruBrica!
A lunedì prossimo, come sempre con un Libro e a settemBre per nuovi entusiasmanti titoli!


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B come Book- Le Grand Jeu, Henri Cartier-Bresson

Buongiorno e Buon lunedì!
Dopo le sterili polemiche calcistiche del weekend da cui mi tiro fuori con signorilità assoluta andiamo alle cose serie( ma quanto piangete?).
Per molto tempo ho ritenuto superfluo acquistare un liBro dell'autore di cui vi parlerò oggi definito "l'occhio del secolo" e conosciuto, letto e studiato in tutto il mondo.
Proprio per questa sua fama infatti approfondimenti sulla sua vita e le sue opere sono facilmente reperiBili in rete e per questo non avevo mai sentito l'esigenza di acquistare un suo liBro.
Sto parlando del grande Henri Cartier-Bresson, il fotografo del momento decisivo e sicuramente tra le figure più influenti di sempre.
Straordinarie e se vogliamo assurde nella perfezione sono le sue composizioni, dove il protagonista assoluto è proprio l'istante decisivo, il momento esatto colto dal fotografo nel mezzo di un'azione che sareBBe accaduta comunque, senza la sua presenza e senza la sua interferenza.
Su HCB si è detto e scritto di tutto, con il mondo della fotografia diviso tra chi considera le sue opere un mero esercizio di virtuosismo fotografico e chi invece le considera dei capolavori assoluti.
Io si capisce da che parte sto e perciò vi risparmio il predicozzo.
Voglio parlarvi invece dell' interessante volume "Le Gran Jeu" puBBlicato a seguito dell'omonima mostra esposta a Palazzo Grassi-Venezia e alla BiBlioteca Nazionale di Francia a Parigi e che ho ritenuto essere un volume interessante da acquistare.
Il percorso di questo liBro nasce dal lontano 1972 quando due collezionisti di Houston, John e Dominique de Menil, chiesero a HCB di scegliere una collezione master delle sue opere, un grand Jeu appunto.
Bresson dopo un'accurato lavoro scelse 385 fotografie che sono il punto di partenza di questo nostro volume; a partire da esse infatti 5 diversi curatori hanno fatto una loro personale selezione e ciò che ne esce fuori è una visione d'insieme davvero interessante.
Lo scrittore Javier Cercas, la fotografa Annie LeiBovitz, il regista Wim Wenders, la conservatrice Sylvie Aubenas e Francois Pinault presidente di Palazzo Grassi ci offrono 5 diverse selezioni, 5 diversi punti di vista che invitano il fruitore a scoprire, paragonare, leggere tra le righe e ripensare l'opera Bressoniana come mai forse avevo visto prima.
Il tutto con un ritmo mai noioso ma sempre vivace che ci invita dopo una prima lettura volta a scoprirne la storia, a rigiocare da capo per apprezzarne il modo di raccontare, molto legato al curatore.
Un compito non certo facile per i 5 perchè si sa...giocare con le icone è sempre rischioso.
Ne viene fuori uno straordinario viaggio "a 10 occhi" nell'opera unica di un autore immenso che ci ha lasciato delle immagini senza tempo che è davvero un piacere gustare tutte assieme.
Insomma un liBro da acquistare sia per averlo come pietra fondamentale sia per le visioni d'interesse che ci mostra.
A me è particolarmente piaciuta la visione di Wim Wenders, ricca di ritratti e di foto meno scontate che ci aiutano a comprendere a tutto tondo l'universo Bressoniano.
Potete acquistarlo presso la Libreria Grande sia online che fisicamente.

Questa settimana voglio poi consigliarvi una BomBa di Ulilearn ovvero Idea LaB con Tommaso Bonaventura, una sorta di laBoratorio concettuale durante il quale acquisire un approccio metodico capace di mettere in discussione le idee.
L'oBiettivo del percorso è di rendere un lavoro potenzialmente interessante agli occhi di photo-editor, galleristi, fondi o istituzioni.
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro e, speriamo, con la qualificazione champions.

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B come Book- The Photographer's Playbook

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Qualche mese fa ero in cerca di qualche spunto interessante e di qualche "scintilla" ed ecco allora che il mio amico Edoardo Morina mi propose di acquistare un liBro che aveva trovato interessante.
Stava parlando di The Photographer's PlayBook, che vi presento oggi per l’appunto e che effettivamente è una ricca fonte d’ispirazione.
Il liBro si compone infatti di 307 esercizi che alcuni tra i più grandi fotografi di sempre come HCB, Larry Fink, Todd Hido, Saul Leiter, Alec Soth ( e tanti altri assieme anche ad artisti, insegnanti, curatori ecc) suggeriscono ai loro studenti.
In primis è curioso vedere come il "compito a casa" rispecchi moltissimo l'insegnante che lo assegna! ( almeno per quanto riguarda i nomi che già conoscevo)
Un esempio su tutti?!?
Bruce Gilden.
Esercizio?
"Fotografa chi sei."
Bam!...immediato come una Botta di flash insomma!
In queste sequenze di esercizi tanti spunti di riflessione, tanti motivi per mettersi in gioco spesso in contraddizione piena tra di loro, ma si sa... la fotografia non è scienza esatta ma qualcosa dì difficilmente definiBile.
Ho trovato particolarmente efficace l’uso delle cosiddette liste, una tecnica che spesso uso anche io come stimolo e pungolo e che consiste nel fotografare in maniera randomica cose che ti eri prefissato e che avevi inserito in una lista appunto.
Provate anche voi!
Un liBro edito da Aperture (e perciò una sicurezza) interessante fin dalla copertina costruita a mo' di quaderno e consigliato ai creativi in cerca di ispirazione e in generale a tutti i fotografi.
Ad oggi esiste solo in lingua inglese, ma vale lo stesso discorso della settimana scorsa: si legge Bene anche se siete ad un livello scolastico( the pen is on the taBle).
Per tutto il resto c’è google traduttore.
Il consiglio è ( visto il corposo volume) di gustarvi esercizio su esercizio con calma...magari perché no, uno al giorno!
Potete acquistarlo qui ad un Buon prezzo.

Questa settimana voglio poi consigliarvi una BomBa di Ulilearn ovvero Idea LaB con Tommaso Bonaventura, una sorta di laBoratorio concettuale durante il quale acquisire un approccio metodico capace di mettere in discussione le idee.
L'oBiettivo del percorso è di rendere un lavoro potenzialmente interessante agli occhi di photo-editor, galleristi, fondi o istituzioni.
Voglio ringraziare Ulilearn perché in questo lungo anno è stata con i suoi corsi una compagna di viaggio molto importante per me.
Spero lo diventi anche per voi!
A lunedì prossimo come sempre con un liBro!

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B come Book- Elliott Erwitt Family

Buongiorno e Buona Pasqua in ritardo!
Pensavate che questa settimana causa festività non arrivasse la mia ruBrica eh??!?
E niente invece...vi tocca sorBirvela pure oggi con un liBro fantastico che mi è stato regalato per Natale e che vi consiglio fortemente: Elliott Erwitt.Family!
PuBBlicato a seguito della mostra omonima esposta al Mudec Photo Milano in esso si esplora a tutto tondo il significato poliedrico del termine "famiglia" attraverso delle fotografie raccolte dal maestro nel corso della sua lunga carriera.
Il suo sguardo romantico e ironico, sempre attento a catturare dettagli e situazioni lo ha reso uno dei massimi narratori dei rapporti umani e quindi di conseguenza anche del più piccolo nucleo di comunità che è la famiglia.
Già nel 1955 si intuisce la potenza del messaggio di Erwitt: Edward Steichen uno dei fondatori della "straight photography" nonché direttore del settore fotografia del MOMA firma una delle mostre più interessanti di tutti i tempi, The Family of Man.
In essa si raccontava con circa 500 foto provenienti da 68 paesi diversi il complesso universo della famiglia appunto: tra i fotografi esserci con una sola foto era già segno di grande riconoscimento.
Il giovane 27 enne Erwitt vi partecipò con Ben 4 immagini una delle quale diventerà a lungo anche la copertina della mostra stessa.
Un modo per dire...signore e signori questo è Elliott Erwitt.
Questo liBro è un piccolo spaccato di storie umane raccolte da Erwitt stesso e che contiene fotografie provenienti da diversi contesti, paesi ed epoche: dalle foto delle sue famiglie( -e-, si, ha avuto 4 mogli xxx figli e xxxxxxxx nipoti) ai lavori commissionati del calendario Lavazza, dal lavoro sulla Mony Life Insurance in cui ritraeva per la compagnia assicuratrice alcuni clienti nell'amBito della loro attività lavorativa fino a "Felix Gladys e Rover" in cui sono i cani a rubare la scena.
I cani, già, marchio di faBBrica del lavoro di Erwitt che li usa come metafora ironica della condizione umana e che hanno reso celebri molti scatti dell'autore.
In tutto questo susseguirsi di fotografie troviamo però un grande assente: il giudizio morale.
L'autore infatti ci racconta tanti tipi di famiglie senza mai farci il predicozzo su quelle che sono giuste e quelle che sono sbagliate come farebbe il più classico dei Benpensanti ma semplicemente portandoci in molte realtà con uno stile potente e leggero allo stesso tempo che lo ha reso uno degli autori più amati di sempre.
Un libro consigliatissimo specialmente ai fotografi di famiglia o di matrimonio in quanto ci invita ad uscire dai canoni dettati dall'estetica contemporanea su queste due tematiche.
Per intenderci non troviamo fotografie con le mani sul pancione.
Potete acquistarlo presso La LiBreria Grande ad un Buon prezzo davvero!

Questa settimana voglio poi consigliarvi un interessante workshop di Ulilearn di Piero Percoco in cui si parlerà di narrazione del quotidiano attraverso lo smartphone, strumento oramai fondamentale per lo storyteller di oggi.
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!

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B come Book - The people I like di Giovanni Gastel

Buongiorno e Buon lunedì!
Questa settimana non vi farò la consueta intro in cui annuncio la ormai scontata vittoria dello scudetto dell’Inter dato lo stop causa nazionale ma comunque ormai è fatta ragazzi purtroppo, diciamolo.
Parliamo piuttosto di cose più inter-essanti come i liBri va!
Oggi voglio rendere omaggio ad un grande fotografo scomparso da pochi giorni che ha lasciato un grande vuoto nella fotografia italiana: Giovanni Gastel.
Voglio infatti parlarvi di The people I like ed. Skira il liBro che è stato pubblicato in seguito alla omonima mostra esposta nel 2020 al MAXXI di Roma e composta esclusivamente da ritratti.
Barack OBama, Marco Pannella, Rosario Fiorello, RoBerto Bolle, Luciana Littizzetto, Miriam Leone, Vasco Rossi: sono questi alcuni soggetti fotografati dal maestro e inseriti tra i circa 200 ritratti che egli ha raccolto dopo anni in questo volume veramente straordinario.
Ritratti che all’inizio della carriera Gastel non amava particolarmente ma che poi nel corso degli anni sono diventati parte fondamentale del suo lavoro e un vero e proprio "timBro" che li rendeva riconosciBili e fortemente identitari nei confronti dell’autore tanto da parlare di "Metodo Gastel".
Dimostrazione che il ritratto non è "il catturare l’anima del fotografato" come spesso leggiamo nel meraviglioso mondo dei forum di facebook , ma è semplicemente un mezzo con cui il fotografo si serve per parlare in realtà di se stesso, delle sue esperienze, della sua visione, del suo sguardo servendosi del soggetto.
Ed è questo che rende unica quella foto e che rende uniche e fortemente identitarie in questo caso le foto di Gastel appunto, da cui emerge tutta quella sensiBilità e gentilezza che egli possedeva.
Bianconero o colore, gente molto nota o meno conosciuta poco conta: in questi ritratti c’è tutto lui.
Un liBro che lascia poco spazio alle parole e molto alle fotografie tutte da guardare e riguardare.
Tra le mie preferite c'è sicuramente quella alla straordinaria BeBe Vio che ci appare come uno dei supereroi Marvel, cosa che in effetti ha dimostrato di essere e quella all'amico fotografo Efrem Raimondi anche lui mancato da poco e a cui Gastel aveva dedicato nel giorno della scomparsa anche una delle sue poesie.
Voglio chiudere questa recensione con le parole dell'autore stesso, riportate nella quarta di copertina del liBro e che spiegano Benissimo ciò che potrete ammirare sfogliandolo: “ Dico sempre alla persona che sto per fotografare una frase che spiega come intendo io il ritratto-Io non sono uno specchio, io sono un filtro.Il ritratto che io farò di te sei tu, filtrato da quello che sono io( le mie paure, le mie gioie, le mie solitudini, le mie poesie); uscirai sotto forma di un’interpretazione di te. Io do la mia lettura che non è lettura assoluta. Io filtro attraverso tutto quello che ho letto, visto, studiato e ti restituisco…”
Un liBro immancaBile che sta diventando a causa della prematura scomparsa dell’autore piuttosto introvaBile.
Potete acquistarlo presso la Libreria Grande che da questa settimana diventerà il punto di riferimento dei miei articoli.
Ho deciso infatti di inserire il link per acquisto su una liBreria fisica e non sul solito link amazon per supportare le attività che lavorano sul territorio.
Visto che devo fare un lavoro gratis che l’eventuale compenso della vendita vada almeno a qualcuno che ha un volto che conosco.

Vi consiglio inoltre un interessante workshop di Ulilearn con Piero Percoco sull'utilizzo consapevole dello smartphone per creare un proprio linguaggio e per utilizzare instagram come output di divulgazione.
Davvero interessante a mio avviso!
A lunedì prossimo , come sempre con un liBro e con l’Inter campione d'Italia, naturalmente e purtroppo.

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B come Book- Il Photo editing di Leonello Bertolucci

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Dopo l'ennesimo weekend calcistico da dimenticare torniamo a parlare di liBri in questa che è la puntata numero 50( cinquanta! ndr) di B come Book, ruBrica nata un po' per gioco un paio di anni fa ma che ancora ho la costanza di portare avanti( non so come, né con quali energie).
Mi auguro che la troviate utile per conoscere alcuni volumi che sono stati importanti per il mio percorso fotografico e che magari potranno esserlo essere anche per il vostro.
Oggi voglio parlarvi di un argomento che molto spesso crea panico tra i fotografi: l'editing!
Premessa per i #fotografiinfluencerdiinstagramchefannoicorsisullediting( si,i corsi): l'editing E'la fase di scelta delle immagini per il racconto/progetto fotografico e NON E' la post produzione, cazzo.
Su, uno sforzino dai.
Fatta questa doverosa premessa e sottolineando il fatto che non esistono ad oggi delle regole assolute per scegliere le foto in un racconto, né dei "manuali" da prendere come una BiBBia, vi parlo oggi del liBro di un fotografo che stimo molto e che ho avuto il piacere di avere come lettore in diversi concorsi a cui ho partecipato nel 2020: sto parlando di Leonello Bertolucci e del suo " Il photo editing, scegliere le immagini nel racconto fotografico" ed.emuse.
In esso Bertolucci ci parla della delicata fase di editing appunto, una delle più complicate nella costruzione di un progetto fotografico in quanto la creazione della sequenza è fondamentale per rendere leggiBile il nostro intento ma è strettamente personale e in qualche modo dipende anche dal futuro contesto di fruizione del lavoro: una mostra non potrà cioè avere gli stessi criteri di editing di un liBro o di una storia su Instagram.
Scegliere le immagini è inoltre una fase molto complicata per il fotografo che le ha scattate, perchè molto spesso egli tende ad "innamorarsi" e a legarsi emotivamente ad alcuni scatti non accorgendosi magari che essi non sono congeniali al funzionamento del racconto stesso.
Ecco perciò svelato il motivo per il quale moltissimi autori si affidano per editare i propri lavori a figure importantissime come i photoeditor, capaci di osservare il lavoro con occhio meno emozionale e più "chirurgico".
Nel liBro Bertolucci non ci detta delle regole (che non esistono) , ma ci offre una serie di spunti e di considerazioni utili nella costruzione della sequenza unendoli ad aforismi sulla fotografia, suo marchio di faBBrica; un approccio che ci stimola quindi a capire come partire da un numero enorme di scatti ed arrivare ad un racconto organico, compiuto e ben leggiBile allo scopo di far comprendere il nostro intento.
Per farlo si procede molto spesso a ritroso, ovvero si osserva un racconto finito e si cerca di analizzarlo e di smemBralo per comprenderne struttura e "anima".
11 capitoli veramente interessanti da leggere e rileggere attentamente per accrescere la capacità di selezione delle immagini al fine di realizzare al meglio lo scopo principe della fotografia: raccontare qualcosa.
Potete acquistare il libro QUI.

Questa settimana voglio poi consigliarvi una cosa davvero speciale ovvero la Masterclass di Ulilearn La Fonderia con Stefano de Luigi a cui ho deciso di partecipare e che ha ancora un posto disponibile.
Un lungo percorso di 9 mesi per tutti coloro che vogliono lavorare ad un progetto personale ed estendere il proprio linguaggio visivo assieme al 4 volte wpp.
Un'occasione davvero unica ad un prezzo speciale.

Oggi infine inizierà il mio "Indagine su un fotografo al di sopra di ogni sospetto", un per-corso che durerà per 7 settimane mirato a costruire delle solide basi su cui poi andare a sviluppare il proprio linguaggio fotografico.
Felice che la classe sia al completo e molto emozionato di iniziare!
Daje"!
A lunedì prossimo, come sempre con un libro e con esiti calcistici ormai scontati.

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B come Book- Sale Sudore Sangue di Francesco Zizola

Buongiorno a tutti e Buon lunedì, come sempre con un liBro.
Il mondo della fotografia è profondamente scosso dalla prematura scomparsa del maestro Giovanni Gastel, fotografo eccezionale oltre che persona davvero squisita, elegante e gentile.
A lui il mio caro saluto.
E' davvero un periodo triste e complicato questo non c'è che dire.
Nel mio piccolo io provo a regalarvi un momento di svago e di approfondimento culturale in questo mare di pessimismo.
Ecco, proprio di mare voglio parlarvi oggi attraverso un liBro che ho acquistato circa due mesi fa e che ho apprezzato veramente molto: sale sudore sangue del grandissimo Francesco Zizola, ed. postcart.
Partendo dalla sua passione per il mare Zizola indaga sulla delicata e antica pratica della pesca con la tonnara, seguendo per circa 6 anni i pescatori di tonno rosso tra Sardegna e Sicilia e documentandone la vita, le usanze , i dettagli e quindi fotografandone l'essenza.
Con questa straordinaria sequenza di fotografie in Bianconero introdotte da un testo di Emilio Salgari, Zizola ci porta nella profondità dei mari e al tempo stesso ci esorta a farlo anche con questa tematica, suggerendoci di andare al là della superficie delle cose.
La pesca con la tonnara è infatti un'antica pratica millenaria che ad un primo sguardo potreBBe apparire solo una pratica cruenta "senza cuore" in un periodo come questo dove l'attenzione per il "cruelty free" è giustamente altissima.
In realtà questo tipo di pesca è una delle più sosteniBili in quanto a differenza dei moderni metodi come quello della circuizione mirati ad un uccidere il più alto numero di esemplari senza alcuna differenza tra giovani e vecchi, è strettamente mirata ai tonni più anziani.
Attraverso delle lunghe reti infatti si costringono i tonni rossi in ampie zone di mare sotto il controllo dei "tonnarotti" ( ovvero i pescatori) e del loro ras che aspettano il momento più adatto per iniziare la pesca, preservando gli esemplari più giovani per la riproduzione e per la pesca dell'anno successivo.
Con la sua sequenza Zizola ci racconta con una straordinaria efficacia di linguaggio tutto questo, fotografando i coltelli e gli strumenti dei pescatori, le scene di vita quotidiana, le pratiche e cercando anche prospettive particolari come quella suBacquea o quella aerea.
Su tutto svettano i volti dei "tonnarotti" scolpiti dal sole e dal sale, i cui ritratti sono realizzati con maestria attraverso un Bianconero intenso che rende la texture della pelle di questi uomini la vera protagonista assoluta delle fotografie.
Un racconto complesso e completo che ci invita a guardare al di là della superficie delle cose per non arrivare a facili giudizi, ma che anzi ci esorta ad un maggiore sforzo critico per guardare in profondità le cose, ragionando sul fatto che esistono ancora relazioni rispettose tra uomo e natura.
Recentemente ho partecipato ad un interessante workshop con Zizola che infatti ci ha rivelato che questo lavoro fa parte di un progetto più ampio che sta portando avanti da alcuni anni sulla sosteniBilità uomo-amBiente .
Come sempre non dandoci delle risposte ma ponendoci delle domande.
Un liBro favoloso che potete acquistare qui.
A proposito di liBri questa settimana voglio poi consigliarvi un'interessante Workshop di Ulilearn sull'arte del Books making , mirato a conoscere gli steps necessari per trasformare il tuo progetto in un liBro fotografico e a cura di Fiorenza Pinna.

Infine voglio ricordarvi che lunedì prossimo parte Indagine su un Fotografo al di sopra di ogni sospetto il mio per-corso di fotografia rivolto a chi ha già delle Basi di tecnica fotografica ma vuole fare uno step in più e trovare il proprio linguaggio.
E' disponiBile UN SOLO posto ancora perciò se siete interessati CONTATTATEMI!
A lunedì prossimo, come sempre con un liBro!





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B come Book- Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi di Joel Meyerowitz

Buongiorno a tutti e Buon Lunedì!
Dopo un weekend che ha sancito definitivamente lo scudetto dell'Inter e l'uscita certa dalla pandemia eccomi qua a consigliarvi un'altra Buona lettura tra quelle della mia liBreria.
Tra poco prenderà il via una nuova iniziativa che ho pensato per tutti coloro che vogliono costruire delle Basi solide per il proprio linguaggio fotografico: un percorso di fotografia mirato a mettersi in discussione e ad acquisire consapevolezze nuove.
Voglio quindi consigliarvi un liBro che ha proprio questo scopo ovvero "Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi" del grande Joel Meyerowitz che per la terza volta fa la sua apparizione a B come Book ( sarà un caso?).
Il liBro semBra essere dedicato esclusivamente ai ragazzi appunto, ma a mio avviso andreBBe letto dai fotografi di qualunque età perchè insegna ad osservare, ad essere curiosi e ad andare al di là della superficie delle cose.
L'avvento del digitale infatti ha sicuramente avuto degli enormi vantaggi avvicinando al mondo della fotografia molte persone ma allo stesso tempo ha portato i più a fermarsi all'apparenza di una foto Ben (ri)uscita dalla macchina fotografica e al facile metodo del like, senza imparare ad osservare ciò che c'è in realtà dietro ad uno scatto.
Meyerowitz attraverso questo liBro fa proprio questo, scegliendo trenta foto di trenta grandi autori ci porta infatti a scoprire strumenti essenziali quali ad esempio il tempismo, l'intuito e la capacità di essere dentro una scena che questi fotografi hanno utilizzato per la costruzione delle loro immagini, portandoci a comprenderle maggiormente ed in profondità.
Tutto questo mirato a rendere questi strumenti consapevoli in chi scatta, al fine di usarli a proprio piacimento per raccontare il mondo come lo si vede.
Da Atget a Cartier-Bresson, da Davidson ad Avedon, da Ghirri a Parr un vero e proprio viaggio nella fotografia degli ultimi 100 anni consigliato fortemente a tutti ed in particolare modo ai fotografifenomenidiinstagram che pensano di aver inventato qualcosa e che non hanno capito ancora che tutto è già stato fatto e che loro non hanno inventato proprio un cazzo.
Dai, su via aiuto...il libro potete comprarlo qui.
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop di Ulilearn con Giulio di Sturco che ci parlerà di come creare un linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.
Buona lettura e buona settimana a tutti, con il consueto ottimismo.

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B come Book - Zingari di Josef Koudelka

Buongiorno a tutti e Buon inizio settimana!
Sono qui anche oggi per consigliarvi un Buon liBro sempre che ne troviate il tempo.
Si perchè qui tra storie su instagram, post su facebook, reels, video tik tok e non ultime sessioni infinite su cluBhouse mi chiedo dove si possa trovare il tempo per leggere( e per vivere).
Ma ok, tolta la vena polemica son qua per parlarvi oggi di uno dei pilastri fondamentali nella mia BiBlioteca ovvero Zingari di Josef Koudelka, un liBro che a mio avviso non possiamo non conoscere se amiamo la fotografia.
Koudelka nasce nel 1938 in una Cecoslovacchia che di là a poco diventerà punto cruciale nell'inizio della grande tragedia della seconda guerra mondiale.
Terminati gli studi in ingegneria inizia a scattare le sue prime fotografie per hoBBy fino a diventare fotografo professionista alla fine degli anni 60 e da lì a poco memBro della prestigiosa agenzia Magnum.
Reso famoso per le foto dell'invasione sovietica di Praga del '68 il suo lavoro più iconico resta però Zingari appunto, in cui seguì per moltissimi anni le popolazioni romanì in diverse regioni dell'Europa dell'est con scatti entrati di diritto nell'olimpo della fotografia.
Il liBro può essere definito un "work in progress" perenne in quanto Koudelka dalla prima edizione pensata e mai puBBlicata del 1968 alla prima puBBlicata del 1973 fino all'ultima versione tascaBile del 2019 ha perennemente integrato, cambiato e migliorato la sequenza cercando sempre un forte impatto emotivo nel lettore.
Egli non ha mai saputo spiegare con precisione cosa lo aBBia spinto a fotografare gli"zingari"; forse la sua passione per la musica gitana o forse come ha più volte sottolineato perché è stato sempre "attratto da ciò che giunge alla sua fine e che presto sparirà".
Questi popoli infatti rappresentano da sempre un sui generis nel cuore dell'Europa e infatti specialmente negli ultimi secoli sono stati fortemente osteggiati e visti come un intralcio nella costruzione di società "indottrinate" in quanto difficilmente integraBili.
Nel liBro Koudelka ci porta all'interno delle comunità "zingare" con l' ampia profondità di campo del suo grandangolo da 25 mm e con composizioni a mio modo di vedere perfette, il tutto senza intenti documentaristici né etnografici ma semplicemente frutto della visione personale del fotografo.
Un'evoluzione insomma del linguaggio del suo maestro Bresson realizzato con qualcosa di più emotivo e intimo rispetto al mero approccio virtuosistico del momento decisivo.
La sequenza delle più di 100 fotografie scattate tra Ungheria, Romania, Slovacchia, Boemia e Moravia ci mostra usi, costumi e tradizioni, orgoglio e pregiudizio, precarietà di condizioni e dignità , contraddizioni e complessità, crudeltà e dolcezza tutto rigorosamente in Bianconero.
Un viaggio vero e proprio che, per quanto mi riguarda ho trovato estremamente fedele alla realtà.
Durante le fasi di ripresa del mio lavoro Star-Off,Kosovo ho potuto toccare da vicino alcune di queste realtà che nel corso degli anni non semBrano essere così mutate da allora.
Un vero pilastro insomma da tenere assolutamente nella vostra liBreria e consigliato a chi ama le composizioni forti, i momenti decisivi ma con un forte impatto emotivo.
Potete trovare il liBro qui sia nella versione tascabile che in quella normale.
Questa settimana voglio poi consigliarvi un interessante workshop con Giulio Di Sturco in cui il fotografo ci spiegherà come trovare un nuovo linguaggio adatto alla richiesta contemporanea attraverso la fotografia documentaria.

Voglio infine dedicare l'articolo di oggi e più in generale tutta questa ruBrica ad un vero e proprio maestro venuto a mancare improvvisamente la scorsa settimana e che molto mi ha insegnato e ispirato, Efrem Sergio Raimondi.
Ciao Efrem, per sempre con me!

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B come Book- New York in Color 1952-1962 Ernst Haas

Buongiorno a tutti e Buon lunedì!
Dopo questo weekend calcistico da dimenticare ( non accetto commenti a riguardo) Buttiamoci sui liBri, ultimo rifugio di serenità.
Oggi ragazzi vi tiro fuori una delle BomBe della mia liBreria a cui sono particolarmente affezionato in quanto l'autore è uno dei miei preferiti in assoluto, pioniere nell'uso del colore in anni in cui era considerato poco artistico e il cui uso era relegato a meri scopi puBBlicitari.
Sto parlando dell'immenso Ernst Haas, fotografo austriaco di origine eBraiche che dopo la seconda guerra mondiale iniziò il suo percorso fotografando il rientro dei prigionieri di guerra austriaci.
Gia’ con questi primi scatti egli attirò l’attenzione di Life, che gli offri’ un contratto da fotografo interno alla rivista che Haas rifiutò per preservare la sua indipendenza, faro assoluto di tutta la sua carriera.
Il liBro di cui parliamo oggi ovvero New York in Color 1952-1962 è un omaggio alla Grande Mela, la città che Haas aveva scelto come luogo per vivere e per lavorare ma che poi diventò la sua vera e propria musa ispiratrice.
Sfogliandolo siamo totalmente immersi nella città, nei suoi odori, sapori e soprattutto nei suoi colori.
Il colore già, il vero protagonista nelle foto di Haas che fece dell'uso sapiente delle pellicole Kodacrome il suo marchio di faBBrica.
Per capire Bene il contesto in cui siamo dobbiamo ricordare che in quegli anni le pellicole a colori non erano performanti come quelle in Bianconero; la prima Kodacrome era infatti una pellicola estremamente "lenta" con una sensibilità paragonaBile a circa 10 ISO di oggi!!
Il suo uso era perciò altamente sconsigliato ad una fotografia dinamica e fatta di "momenti decisivi" come quella di strada.
Tuttavia Haas fece di questo difetto il suo punto di forza creando un vero e proprio linguaggio, quello del mosso creativo a colori; qualcosa di più profondo e istintivo che attraverso le sue fotografie poneva domande più che dare risposte.
Le sue non sono infatti le classiche fotografie documentarie ma appaiono come delle vere e proprie "poesie visive" con un magistrale uso del contrasto e del colore, in particolare modo del rosso intenso della pellicola Kodacrome.
Oltre al mosso troviamo altre istantanee di vita quotidiana: manifesti strappati, luci e omBre, visioni dall'alto e moltissimi riflessi, parallelismo azzeccato con la città del vetro per antonomasia.
Insomma un vero e proprio viaggio straordinario e onirico che vi consiglio in un momento come questo dove viaggiare non si può.
Haas riuscì nel 1962 ad esporre al Moma di New York la sua prima mostra a colori che tuttavia non ricevette numerose recensioni ma che poi con gli anni ha avuto i giusti riconoscimenti e che ha fatto dell'autore il vero e proprio pioniere del colore ben 14 anni prima di Egglestone.
Se volete acquistare il libro lo trovate qui!
Questa settimana vi consiglio poi un interessante workshop con Tommaso Bonaventura che ci parlerà di come finanziare un progetto fotografico dall'analisi della domanda alla ricerca fondi e alla costruzione di una nuova competenza.
A lunedì prossimo, speriamo con degli esiti calcistici differenti!

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