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B come Book- Elliot Erwitt's Paris

Eccomi qua!!!!
Dopo una latitanza durata quasi tre mesi torno a sfracassarvi i cosiddetti con la mia ruBrica del lunedì..BcomeBook!!!!
Vi sono mancato? Credo di no.
Per i pochi che risponderanno si sono stato impegnatissimo con la post produzione dei miei matrimoni e come si sa il maschio più di una non riesce a farne #oneneuron.
Alcuni di voi che mi seguono mi hanno riferito che spesso consiglio liBri molto costosi: non è affatto vero!
Proprio però per venire incontro ai lettori più tirchi e migragnosi della terra vi suggerisco oggi un liBro di una star della fotografia che costa appena una decina di euro: Elliot Erwitt's Paris!
Si tratta di una raccolta di circa 170 fotografie che il maestro ha fatto da "turista" nella città che ha tanto amato e in cui nacque nel 1928 da genitori russi ebrei, Parigi appunto.
Dalla capitale francese Erwitt si spostò poi a Milano , città in cui visse per 10 anni con i genitori per poi rifugiarsi a seguito delle leggi del fascismo in quella che diventerà la sua casa fino alla vecchiaia ovvero New York.
Il libro dicevamo raccoglie gli scatti che il fotografo ha fatto a Parigi da"turista"...ma da turista mooooolto particolare: un'occhio estremamente intelligente e tagliente, ironico, mai romantico, paradossale molte volte e pieno zeppo di cani, uno dei timbri di Erwitt.
Sicuramente il formato del libro molto ridotto non rende giustizia alla bellezza delle foto in bianconero.
Ma i più tirchi festeggeranno e nello stesso tempo osserveranno lo stile indiscusso di uno dei campioni della fotografia del 900.
Ah per la precisione costa 8,49 qui, col resto potete pagarmi un caffè.
Ciao raga!!

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Cheyney&Lee

..e ricominciamo la stagione più freschi che mai!!!
I matrimoni inglesi li adoro e questi due splendidi ragazzi mi hanno dato una mano con la loro semplicità e voglia di divertirsi in un matrimonio particolarmente adatto al mio stile!
Guarda il mio slideshow qui!
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...and we start the season fresher than ever !!!
I love English weddings and these two wonderful boys have helped me with their simplicity and desire to have fun in a wedding that is particularly suited to my style!
Watch the video here!

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Una settimana con Fujifilm GFX50R

Ciao raga!
È da un po’ che non mi faccio sentire sul mio B-Log ma sto ultimando le consegne dei matrimoni 2018 e quindi sono sotto con il lavoro.
Presto tornerò a rompervi le scatole come di consueto!
Intanto oggi voglio parlarvi dell’esperienza che mi ha permesso di fare Grange Fotografia prestandomi per una settimana la nuova medio formato Fujifilm GFX50R con le mie due ottiche predilette con cui faccio l'80% dei miei scatti ovvero il 63 mm e il 45 mm(equivalenti al 35 e al 50 mm nel formato full frame).
Chi ha seguito le mie storie su Instagram avrà notato che negli ultimi sei giorni ho postato vari tipi di foto fatte con la GFX50R: alcune foto di paesaggio, alcuni ritratti ambientati, alcuni ritratti in studio e in esterno con una modella, alcuni ritratti fatti in strada e infine ho voluto anche testare la medio formato nel campo dove è meno indicata, ovvero la fotografia sportiva.
Le impressioni che ho avuto da questa macchina sono notevolmente positive.
Per il mio modo di fotografare è una macchina sicuramente eccezionale con i suoi pro e i suoi contro.
Vediamoli insieme.
PERCHè SI
-Semplicita: lavorando con Fujifilm da ormai tre anni ho avuto la fortuna di conoscere perfettamente i tasti e i comandi della macchina poichè sono identici nelle funzioni a quelle delle altre macchine che possiedo. Non ho dovuto perciò leggermi manuali e manuali su come impostare e usare la macchina fotografica nel modo più congeniale a me.
-Dettaglio: I file che sforna la GFX50R sono davvero eccezionali con un dettaglio incredibile anche con zoom del 400%. Questa è sicuramente la cosa che colpisce maggiormente agli occhi di chi normalmente usa macchine APSC o Fullframe.
Nei paesaggi questo può essere utile per possibili crop mentre nei ritratti è sicuramente utile a chi lavora molto in studio e cerca la perfezione del dettaglio.
Io ho sviluppato i miei RAW con Lightroom ma se lo farete con CaptureOne mi dicono che il file dia maggiori soddisfazioni.
-Gamma dinamica: Nei file prodotti è possibile tirar fuori una fotografia buona anche da uno scatto quasi completamente nero.
Questa è una cosa molto sorprendente anche se, lo ammetto, non è che sia così importante per quanto mi riguarda.
Se hai una mirrorless è veramente complicato fare una foto esposta non correttamente! In ogni caso ho sempre pensato che lo step fondamentale per una buona foto sia sempre la fase di scatto.
Quindi quella non sbagliatela!
-Peso. Solo 775 grammi per una medio formato sono veramente pochi!!!
PERCHè NO
-Ergonomia. La macchina da molti definita una xpro2 incicciata ha un’ergonomia perfettibile anche per chi come me è abituato alla stessa Xpro2 in quanto non è enorme ma è sicuramente più grande di una normale full frame o mirrorless.
E il grip non è dei migliori.
-Autofocus. La macchina non è lenta come dicono in molti, almeno per il mio modo di scattare.Sicuramente però non è reattiva come una XT3 quindi magari non è adatta a scene particolarmente veloci o per cui serve una AFC coi controcazzi.
- Troppo dettaglio. Il dettaglio è un grande valore aggiunto, vero. Ma considerate anche che la GFX50R sforna un RAW da 116 MB circa. Quindi si fa presto a intasare la vostra memoria.
Il dettaglio va cercato quando serve insomma.
Lo studio è il suo campo di battaglia e abbinata ai flash Profoto B10 da il meglio di sé come resa cromatica e di dettaglio.
Ho voluto poi testarla anche in condizioni sulla carta non idonee a una macchina così ovvero nella fotografia sportiva.
La macchina non ha una raffica velocissima e la parte sicuramente meno ottimale è come detto l' autofocus a rilevamento di contrasto che la rende più lenta rispetto alle normali reflex o alle MirrorLess di ultima generazione.
Nonostante ciò son riuscito a fare degli ottimi panning ai ciclisti!
In conclusione posso dirmi veramente molto soddisfatto di questa settimana di GFX50R, una macchina che a mio avviso potrebbe essere un upgrade importante per molti fotografi che lavorano sul dettaglio.
I file sono davvero eccezionali e qui ne trovati alcuni( a fianco di alcune foto trovate i crop anche spinti delle stesse)
Grazie ancora Grange Fotografia e Mauro Bertola per avermi concesso questa esperienza.

- - -

date: 04-03-2019 10:22

tags: gfx50r, fujifilm, medioformato, b-log, fotografoperugia, flyphoto, fabiomagara, fabmago,

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B come Book- RVM Magazine

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Buongiorno raga e Buon lunedì!!
Dopo aver visto spuntare i primi BaBBo natale alle finestre e essermi sorBito nell'ultima settimana sui social rispettivamente le foto degli alBeri, le foto del funamBolo a Perugia e aver visto condivisioni a rota sui Queen da gente che "nsa manco chi so" entriamo nello spirito natalizio di Bontà gratuita attraverso il suo colore predominante: il rosso.
Vi parlerò infatti oggi di una rivista INDIPENDENTE ( e sottolineo) meravigliosamente BBella ( con due B si,non so trovare altro termine scellerato per farne magnificenza) recentemente rinnovata e restaurata a modo, RVM Magazine.
Essa si pone veramente come una "cosa" diversa da tutte le altre, anomala ed affascinate.
Parliamo infatti di una rivista che ha l'oBiettivo di approfondire con tutti i mezzi possiBili, le ricerche e gli studi sulla fotografia con particolare riguardo alla documentaristica contemporanea e che si apre per questo motivo alla contaminazione con altre forme di narrazione, come la poesia, la letteratura, l'illustrazione e l'arte grafica.
Un punto di vista insolito e talvolta meno rassicurante, ma proprio per questo fondamentale perché stimola riflessione e spunti diversi e perchè talvolta la contaminazione spaventa e disorienta(in ogni campo) ma è straordinariamente utile per la crescita.
Ora voi mi dovreste dire..che c'entra tutto questo col rosso???
C'entra invece, perchè l'indagine sul mondo di RVM magazine utilizza il colore come "medium", quasi fosse un filtro fotografico...avvicinandolo di volta in volta a significati e narrazioni diverse.
Proprio dal rosso parte il primo numero ,THE REDO ISSUE che è quello che vi presento oggi.
E io, che di filtri rossi ne ho fatti....ve lo consiglio fortissimamente.
Troverete un numero con 5 projects fantastici tra cui Davide Monteleone ( di cui vi ho già parlato) che mette in scena il viaggio di Lenin dall'esilio alla rivoluzione, Carlotta Cardana che ci parla della strada del riscatto degli indiani d'America contemporanei ( io amo gli indiani d'America da sempre, fanculo Custer)e Sanne de Wilde che ci mostra il mondo degli acromati, privo di colori ma ricco di sfumature surreali (Gold medal per il miglior contenuto singolo “Independent Magazine: Single Spread Story).
La rivista è particolare anche nella rilegatura, nell'impaginazione e nelle ottime carte su cui è stampata ( diverse per ogni lavoro)e per questo ha ricevuto tre premi nell'amBito della 53esima edizione dell’Annual Design Award della The Society of Publication Designers, uno dei più prestigiosi premi dedicati al design editoriale per le riviste, che si tiene a New York.
A questo numero è seguito il secondo volume -The white issue dedicato appunto al colore bianco.
Potrete trovare questa rivista nella fantastica Edicola 518 di Perugia oppure richiederla online per i non perugini
Buon natale, con Buonismo.
Fate i bravi.

B come Book- Il Ritratto e l'Istante ,Mary Ellen Mark

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B.....uongiorno e Buon lunedì a tutti!!
Siete pronti all'arrivo delle lucine colorate, delle foto degli alBeri spammate su Facebook e dei #BaBBinatalechesiarrampicanosulleterrazze??
It's Christmas!
E allora se volete fare un regalo non scontato ad una persona cara a cui piace la fotografia..fate un Bel liBro!
Per esempio quello di cui parliamo oggi, ovvero il volume 4 della collana Aperture Workshop Fotografici, Il Ritratto e l'Istante di Mary Ellen Mark.
In un'età dove persone si improvvisano fotografi senza sapere cos'è la fotografia e fotografi si improvvisano ritrattisti senza sapere cosa è un ritratto e dove l'unica Mark che conoscono è la Mark 2-3-4 Canon di cui sapranno dirvi fino all'ultima parola di tecnologia( fiuuu riprendo fiato,il periodo era lungo) conoscere questo testo è di grande importanza.
MEM ci propone la sua idea di osservazione del mondo e di fotografia e la usa nei suoi ritratti, molto di più di semplici scatti a persone o animali ma in certi casi viaggi introspettivi dentro il soggetto fotografato.
Dimostrazione che a volte non servono effetti speciali, ma Basta un'inquadratura organizzata, un dettaglio, una posa-non posata ma che appaia non forzata per mostrarci a fondo l'io di un soggetto.
L'autrice ci svela il concetto alla Base del suo processo creativo e qualcosa del suo essere fotografa; riesce nel suo scrivere a coinvolgerti e non a somministrarti qualche nozione a modo di #ocadapatè parlando anche di come istaurare un rapporto di fiducia col soggetto fotografato al fine di tirare fuori il meglio da egli.
Un libro consigliassimo a chi ama il ritratto ed in generale a tutti coloro che vogliono approfondire l'argomento e sono stanchi di ritratti con #modellenudeconlechiappedefori soltanto.
Vi linko come sempre per l'acquisto!
Se avete tempo e denaro compratevi tutta la collana degli Aperture Workshop..ne vale la pena!
Hasta la vista raga, fate i Bravi.
Ah e mi raccomando...appendete il BaBBo natale nella terrazza..ma attenzione di questi tempi!

B come Book- Diane Arbus :An Aperture Monograph

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Buongiorno a tutti e Buon lunedì come sempre con un liBro!
Ho sempre preferito alle monografie i progetti compiuti ma oggi facciamo un'eccezione parlando di Diane ArBus e della monografia dedicatale da Aperture dopo la sua prematura scomparsa nel 1971, An Aperture Monograph.
La vita della fotografa americana è strettamente connessa più di ogni altro autore con la sua fotografia ed i suoi soggetti.
Diane inizia a fare la fotografa dopo la guerra assieme al marito Allan, ma la sua consacrazione arriva solo dopo la separazione da questo negli anni 60 .
Il territorio prediletto della ArBus è New York dove ella ama ritrarre soggetti particolari e "strani" con cui instaura un vero e proprio rapporto di amicizia anche profondo; soggetti Bizzarri per l’epoca come la donna che si veste da uomo, il nano, il gigante cieco con una grande BarBa.
Nel '65 il MOMA presenta alcune fotografie della ArBus che in quegli anni vanta importanti collaBorazioni con fotografi dell’epoca come il fotografo di moda Richard Avedon, e i fotografi di strada Winogrand e Friedlander.
Proprio con questi ultimi due nel '67 espone 30 sue foto al MoMa; la mostra ha grande successo nonostante le polemiche che l’accompagnarono perché l’etichetta di "fotografa di mostri" che viene cucita addosso alla ArBus non le piace affatto e la sua mente , già affaticata dalle crisi depressive di cui soffriva, ne risente pesantemente.
La ArBus diventa un'icona del fotografo newyorkese e simbolo di tante battaglie "freak" e di quella contro la guerra del Vietnam .
La malattia peggiora finché Diane non si suiciderà nel luglio 71 con una forte dose di BarBiturici e tagliandosi le vene nella vasca da Bagno.
Dall’anno dopo inizia la consacrazione dell'autrice proprio con la monografia di Aperture che la porterà ad essere una delle fotografe icona del '900.
Potete trovare tantissimo materiale sulla fotografa anche su YouTube come alcuni documentari interessanti.
Vi linko come sempre per l'acquisto!

Cristina & Nicolò Preview!

11-06-2018 17:48

tags: matrimonio, wedding, trasimeno, nozze, sposi, fotografo perugia,

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Un matrimonio così me lo ricorderò a lungo..due ragazzi bellissimi, un amore sincero, delle promesse oneste e..degli amici veri e ...rumorosi!
Insomma tutto perfetto!
..e allora buona vita raga!!!!!
Guarda il trailer nella mia pagina Facebook!...

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